La storia del vino in Puglia

Piernicola Leone de Castris ha dedicato al padre ed al nonno la nuova struttura museale

L’Azienda Leone de Castris ha inaugurato, lo scorso 17 ottobre, il Museo del vino “Piero e Salvatore Leone de Castris”, dedicato dal nipote e figlio Piernicola alla memoria di due pionieri della vitivinicoltura pugliese. A Piero è riconosciuto un ruolo di innovatore nella gestione dei vigneti e il grande merito di essere stato il primo in Puglia, nel 1925, ad unire alla trasformazione delle uve anche l’imbottigliamento. Sua, tra le altre, l’intuizione di creare il primo rosato italiano nel 1943, data di nascita, appunto, del Five Roses. Il figlio Salvatore ha contribuito a sviluppare notevolmente la conoscenza, a livello internazionale, sia dei vini Leone de Castris che di quelli salentini in genere. Presidente per molto tempo della Camera di Commercio di Lecce, unico presidente meridionale dell’Unione Italiana Vini, ha anche il merito di aver creato nel 1954, con il padre Piero, il Rosso Salice, contribuendo in modo determinante alla nascita della DOC Salice Salentino nel 1971. L’inaugurazione del Museo si è svolta in due momenti: il taglio del nastro da parte del ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto e la benedizione di monsignor Rocco Talucci, arcivescovo delle Diocesi di Brindisi e Ostuni ed una tavola rotonda sul tema “Leone de Castris nella storia della vitivinicoltura pugliese”, nel corso della quale i relatori hanno discusso attraverso le diverse testimonianze, sulle figure di Piero e Salvatore Leone de Castris, della loro attività imprenditoriale finalizzata a creare e definire una dinamica di “sistema” nell’ambito dell’imprenditoria pugliese e nazionale, e sull’operato della cantina Leone de Castris in questi anni. Alla tavola rotonda hanno partecipato lo stesso ministro Fitto, Dario Stefàno, assessore regionale all’Agricoltura; Marco Mancini, direttore del Corriere Vinicolo; Antonio Muci, capo redattore Nuovo Quotidiano di Puglia; Gianfranco Summo, capo redattore Economia de La Gazzetta del Mezzogiorno; Riccardo Cotarella, enologo Leone de Castris; Piernicola Leone de Castris, artefice della creazione del Museo. Tutti i relatori hanno evidenziato il ruolo di pioniere dell’azienda, non solo per il primo imbottigliamento del 1925, ma anche per la creazione, nel corso degli anni, di una vasta gamma di prodotti che include anche il primo vino novello e i primi spumanti pugliesi. La figura di Piero è stata ricordata in particolare dal nipote Piernicola, quale primo vero imprenditore vitivinicolo pugliese e non più solo latifondista: “Decise di condurre direttamente l’attività, seguendo i lavori delle sue campagne in tutte le sue fasi, controllando senza mediazioni ogni segmento del ciclo produttivo; si trattò di una piccola rivoluzione se pensiamo alla mentalità quasi feudale dell’epoca”. Un particolare ricordo è stato rivolto all’avvocato Salvatore, da parte di tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato come uomo e come professionista, protagonista della vita sociale nonché imprenditoriale pugliese e nazionale, grande innovatore. Fu sua, infatti, è stato detto nel corso della tavola rotonda, l’idea di creare l’hotel-ristorante Villa Donna Lisa negli anni ‘70, quando a livello nazionale esisteva solo la struttura dei Lungarotti. Con Salvatore Leone de Castris l’azienda ebbe una grande spinta all’internazionalizzazione, confermando la grande vocazione internazionale che da sempre ha caratterizzato l’azienda che, a metà degli anni sessanta, cominciò anche la meccanizzazione del processo produttivo. Nella metà degli anni settanta c’era già un fornito laboratorio chimico aziendale, affiancato da una sala per la degustazione, vera novità in quel periodo, allestita per poter apprezzare al meglio le qualità del vino prodotto. Tale spirito innovativo continua a caratterizzare l’azienda che produce vini di ottima qualità che esprimono al meglio la territorialità, la versatilità e la struttura dei vitigni autoctoni. Il Museo La struttura si sviluppa all’interno dell’azienda su una superficie di circa 600 metri quadrati e propone ai suoi visitatori un unico ed affascinante percorso storico – culturale incentrato sulle tappe fondamentali della storia della Cantina del vino in Puglia. Attraverso foto, vecchie bottiglie e attrezzi agricoli d’epoca si ripercorrono, infatti, tre secoli di storia aziendale. La sua architettura prevede anche una sala conferenze in cui potranno essere organizzate varie iniziative volte a valorizzare il patrimonio artistico-culturale della nostra regione. Il Museo è aperto al pubblico dal 19/10/09 Per informazioni: Nathalie Orsini, [email protected], Tel. 0832731112.

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