Bojinov-Lecce. A volte ritornano

Valeri Bojinov, il calciatore bulgaro che deve al Lecce il suo esordio in serie A, ritorna in Italia e in Parma-Bari dà prova della sua bravura

Di Andrea Morrone A volte riappaiono. Quella di Valeri Bojinov è la favola non sempre felice di un predestinato del calcio. Una storia, la sua, che inizia a soli dodici anni, quando si trasferisce con la madre Petra (un’affermata giocatrice di pallacanestro) dalla Bulgaria a Malta. La carriera dell’attaccante bulgaro inizia proprio nell’isola del Mediterraneo, con la maglia del Pietà Hotspurs. È lì che Pantaleo Corvino (ai tempi direttore sportivo e talent-scout del Lecce e attuale direttore generale della Fiorentina) lo scopre e decide di portarlo nel Salento, sponda Lecce. Nel capoluogo salentino Bojinov completa gli studi, attraversando la breve trafila delle formazioni giovanili. Il 27 gennaio del 2002, a meno di sedici anni, diventa il più giovane calciatore a esordire nella massima serie italiana, proprio con la maglia del Lecce. La stagione successiva sono proprio i gol della punta dell’est, con quelli di Chevanton, a riportare i giallorossi in A. La definitiva consacrazione arriva poi con Zeman: il profeta boemo del calcio. Alla bella favola del tacco d’Italia, seguono però due stagioni non proprio esaltanti, prima con la maglia della Fiorentina e poi con quella della Juventus (in B). Bojinov sceglie così la via dell’Inghilterra, accasandosi al Manchester City. Quelli in terra di Albione non sono però anni felici, i tanti infortuni lo tengono lontano dai campi di gioco per molti mesi. Sono solo undici le presenze realizzate in due stagioni. Quest’anno il bulgaro ha scelto di tornare in Italia, ripartendo da Parma: isola felice del calcio nostrano. Ieri è stato un suo gol ad illuminare la notte nebbiosa del “Tardini” nella sfida d’alta classifica con il Bari. Una perla di balistica e tecnica, con un sinistro che ha tracciato l’aria emiliana e ha trafitto il portiere Gillet. Una prodezza dal significato particolare per un salentino d’adozione come lui: “Quella con il Bari era per me una sfida particolare, un vero derby. Dedico questi gol ai tifosi leccesi, con cui ho vissuto anni bellissimi. Del Salento ho un ricordo fantastico, che ha il sapore della mia infanzia”. Il bulgaro è tornato: speriamo che la sua favola ricominci.

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