Sciarpa del Lecce. Aggredito

Alla fine della partita di calcio tra Virtus Casarano e Neapolis alcuni fanatici rosso-azzurri hanno picchiato un extracomunitario solo perché indossava una sciarpa del Lecce. Altri tifosi l’hanno difeso

Vergognoso episodio di violenza, l’altro ieri, alla fine della partita di calcio tra la Virtus Casarano e il Neapolis. Un giovane marocchino è stato selvaggiamente aggredito da un gruppo di giovani, tifosi della locale squadra di calcio, solo perché indossava una sciarpa del Lecce, squadra rivale dei casaranesi. Secondo altre versioni, invece, il pestaggio sarebbe stato fatto anche perché si trattava di un extracomunitario. L’aggressione è avvenuta alla fine della partita, vicino all’ingresso della curva nord, quando i tifosi, delusi per il pareggio della squadra, si erano radunati davanti all’ingresso degli spogliatoi per contestare allenatore e giocatori. Oltre all’inqualificabile pestaggio, c’è da registrare però anche la reazione di altri tifosi contro gli aggressori, che sono riusciti a fermare la furia violenta del branco. Il giovane extracomunitario, 28 anni, se ne stava per i fatti suoi vicino all’ingresso della curva nord, indifferente a ciò che avveniva nei pressi dello stadio. Era seduto per terra e stava mangiando una porzione di riso che aveva in un piatto di plastica. Quando i tifosi, finita la partita, si sono accalcati vicino agli spogliatoi (che sono attigui alla curva) è cominciata la contestazione contro l’allenatore, Salvo Bianchetti, e contro alcuni calciatori, individuati come i responsabili principali della mancata vittoria e della precaria situazione di classifica della Virus Casarano. Ad un certo punto, improvvisa, è iniziata l’aggressione. Un gruppetto formato da tre-quattro giovani ha notato lo straniero e, inveendo contro di lui per il solo fatto di portare una sciarpa giallo-rossa del Lecce, prima gli hanno fatto volare il piatto che aveva in mano e poi lo hanno colpito con calci e pugni, scaricando la rabbia per la mancata vittoria della loro squadra. Solo l’intervento degli altri tifosi che si trovavano vicino ha scongiurato un epilogo più drammatico. Lo straniero, infatti, se l’è cavata con qualche contusione. Per lui non è stato necessario il ricorso a cure mediche. Uno dei tifosi che si sono prestati a difendere l’extracomunitario è venuto alle mani con gli assalitori ed è stato colpito con un pugno al labbro inferiore. L’aggressione all’inerme marocchino ha suscitato sdegno e rabbia tra i tifosi e anche tra coloro che non frequentano abitualmente lo stadio. Una donna che ha assistito al pestaggio ha dichiarato che “questi episodi non sono degni di una città e di una tifoseria civile. Ero andata allo stadio per divertirmi ed avevo accompagnato i miei figli che hanno purtroppo visto questa crudeltà: cosa insegniamo ai bambini? A prendere a botte una persona solo perché ha una sciarpa o una maglietta di un’altra squadra? Io alla partita non ci vengo più. Se allo stadio viene questa gente, le famiglie preferiscono rimanere a casa”. Bisogna aggiungere che dopo il pestaggio è cominciata una spontanea gara di solidarietà tra i tifosi, quelli veri, che hanno aiutato l’extracomunitario ad rimettersi in piedi e gli hanno comprato qualcosa da mangiare.

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