Caos rifiuti. Cavallino stracolma. Poggiardo bloccata

Le strade salentine non sarebbero in grado di reggere il traffico di autocompattatori diretti all’impianto di Cavallino. Astore, a Poggiardo, rimanda indietro i tir

Un anello della catena (raccolta-conferimento presso gli impianti-smaltimento) salta e i rifiuti rimangono di nuovo per strada. Sarà così anche per la giornata di oggi, quando nei Comuni rientranti nell’Ato Lecce 1 e 2 i camion autorizzati a raccogliere, ogni martedì, la carta, la plastica e il multimateriale leggero quasi certamente non solcheranno le strade dei paesi a causa di un nuovo parapiglia nella gestione dell’immondizia salentina. A determinare l’inceppo del sistema è stata ancora una volta la fila degli autocompattatori (più di un centinaio) al “casello” di Cavallino dove sono presenti un impianto di biostabilizzazione, una discarica di servizio/soccorso e un impianto di produzione Cdr (quest’ultimo destinato a servire circa un’ottantina di Comuni della provincia). Un ingorgo originato, secondo il parere degli addetti ai lavori, dall’applicazione dell’ordinanza n. 51/2009 (in vigore dal 17 ottobre) firmata da Antonio Giannone, comandante della Polizia municipale del Comune di Cavallino, la quale detta norme sulla disciplina della circolazione stradale nelle principali vie di accesso a tutti gli impianti cavallinesi, in particolare la strada extraurbana San Cesario-Caprarica e il tratto di via vecchia che lega San Donato a Cavallino. Questi percorsi, secondo quanto scrive Giannone, versano “in pessime condizioni e in tantissimi punti non presentano il manto d’asfalto bituminoso”, oltre all’esigua larghezza delle strade in certi tratti a doppio senso di circolazione. Una viabilità da terzo mondo, insomma, che stenta ancora ad essere resa fluida per la mancanza di fondi, quantificati in 700mila euro stanziati dalla precedente amministrazione provinciale leccese e che la Regione si è impegnata a reperire all’inizio di questo mese, attraverso l’assessorato alle opere pubbliche. Ma evidentemente, finora, di questi soldi non vi è traccia. Ed ecco che la confusione di Cavallino si rovescia sul biostabilizzatore Sud Gas di Poggiardo, dove arrivano i rifiuti dell’Ato/2 per essere lavorati. Impianto chiuso dalle prime ore del mattino e, dopo l’intervento delle autorità cittadine, tutti a casa. Il sindaco di Poggiardo Silvio Astore racconta che è dovuto intervenire sul posto insieme ai carabinieri guidati dal maresciallo Donato Leone, per poter “rimandare nei luoghi di residenza gli autocompattatori con l’intero carico di rifiuti e quindi di percolato, in coerenza con quanto stabilisce un’ordinanza da me firmata ed emanata qualche mese fa. Con questo ulteriore intoppo – continua Astore – è stato dimostrato quanto la programmazione messa in piedi dal commissario delegato all’emergenza rifiuti Nichi Vendola sia fallimentare. Non posso che esprimere disapprovazione e dissenso rispetto a tutte le scelte fatte dal commissario Vendola, perché se infatti la Regione avesse consegnato per tempo la realizzazione degli impianti integrati complessi, cioè il biostabilizzatore Cogeam di Poggiardo e la discarica di servizio/soccorso di Corigliano, e non avesse chiuso anzitempo la discarica Castellino di Nardò, oggi non avremmo assistito a questo scempio e al rischio costante di ritrovarci con i rifiuti sotto casa. Non avremmo insomma – conclude Astore – avuto questa situazione di emergenza, smentita a parole in pubblica sede due anni fa dallo stesso Commissario e dall’ex assessore Losappio”. Oggi, intanto il caos continua.

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