Tasselli, papelli e ritornelli

Una vecchia canzone di De Gregori che sembra scritta l'anno prossimo

Spesso, quando si parla di poesia, cinema, filosofia, si fa presto a dire quel tale o quel tal altro avevano previsto tutto. Si loda l’acume dell’intellettuale vate, del poeta profeta, ma il sospetto è che alle volte sia solo il mondo a non girar bene, a non cambiare mai. Allora uno analizza il presente e cent’anni dopo si scopre che aveva previsto quando invece si era limitato a vedere. Specie in Italia, poi… In queste settimane di rivelazioni incomplete ma non insufficienti, di ricostruzioni con tasselli (e papelli) mancanti sui rapporti fra Stato e mafia (notare il tenero idealismo nella distribuzione di maiuscole e minuscole), torna con insistenza in mente una canzone di De Gregori. Mescola frasi evangeliche e losche figure comiche. Bambini venite parvulos, ripete il titolo e il ritornello, c’è un applauso da fare al Bau Bau, qualsiasi tipo di fallimento ha bisogno della sua claque. La canzone è del 1989 e annuncia: legalizzare la mafia sarà la regola del 2000, sarà il carisma di Mastro Lindo a organizzare la fila. Poi il profeta ci mette modestamente in guardia sulle facili profezie: non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già…

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