Mensa e scuolabus più cari. I genitori non ci stanno

I genitori degli alunni dell’asilo “Fulvio Bacile” e della scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo di Spongano protestano contro i rincari dei servizi

Il braccio di ferro a Spongano tra mamme e amministrazione comunale contro i rincari dei servizi a richiesta mensa e pulmino scuolabus stenta a placarsi. E a quanto pare non sono bastate una raccolta di firme e la convocazione da parte del sindaco Luigi Zacheo di un paio di assemblee per fermare la protesta dei genitori dei bambini frequentanti l’asilo “Fulvio Bacile” e la scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo sponganese. “Stanchi di assistere impotenti a dichiarazioni di intenti pubbliche – spiegano alcuni genitori – nelle quali si manifesta solo a parole la volontà di ridurre le rette, di esentare dal pagamento le famiglie con reddito basso previa presentazione della domanda, di rendere omogenea la tariffa per i non residenti, abbiamo deciso nei giorni scorsi di astenerci dal mandare i nostri bambini alla mensa scolastica fino a quando l’amministrazione comunale non provvederà a concretizzare in atti ufficiali le promesse fatte in assemblea alla presenza tra gli altri della dirigente scolastica Eufemia Musarò”. L’entità degli aumenti deliberati dalla giunta comunale a settembre ha fatto schizzare la quota per l’autobus dai 13 euro al mese a testa del 2008 ai 20 euro di quest’anno mentre il costo di un blocchetto di biglietti per la mensa è passato dai 39 euro (2008) a 62,50 euro in pratica 2,50 euro al giorno a testa nella scuola dell’Infanzia e nell’asilo Bacile e 3,15 euro nella scuola elementare (fruibile solo dai bambini del primo anno). Rincari che qualcuno, come Salvatore Donno del gruppo consigliare di opposizione “Rinascita di Spongano”, non riesce a spiegarsi se si considera un avanzo di amministrazione comunale evidenziato nell’assestamento del 30 settembre scorso, pari a 6.413,30 euro. La protesta continua.

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