Soleto. “Stop al fotovoltaico selvaggio”

Nuova Messapia e Coordinamento Civico di Maglie chiedono al presidente Antonio Gabellone di intervenire in merito alla questione del fotovoltaico selvaggio a Soleto. Oreste Caroppo: “un attentato all’identità e all’anima del Salento”

Soleto rischia nel breve periodo di essere invasa da 140 ettari di pannelli fotovoltaici. «Terribile è il dramma del fotovoltaico selvaggio che si sta abbattendo sul nostro feudo», luogo simbolo dell’antica Messapia e cuore della Grecìa Salentina. A parlare sono i rappresentanti di alcune associazioni cittadine che denunciano «l’assenza di una locale regolamentazione e il lassismo» con cui l’amministrazione locale sta rispondendo alle richieste degli imprenditori finalizzate ad installare impianti industriali di fotovoltaico sul suo territorio, che stanno facendo divenire Soleto l’eldorado per quanti vogliano speculare istallando sui suoli agricoli impianti fotovoltaici della potenza di un megawatt. Per questi ultimi, infatti, non serve ricevere dalla regione, dopo un lungo iter burocratico, la cosiddetta autorizzazione unica, ma basta depositare una “dichiarazione di inizio attività” presso il Comune per poter procedere all’istallazione in assenza di diniego da parte dell’amministrazione comunale. E questo diniego – secondo quanto riferiscono alcune fonti – non sta accadendo a Soleto, come ha lamentato la locale associazione Nuova Messapia, l’altra sera durante un incontro del Forum Ambiente e Salute a Lecce, punto di riferimento insieme al Coordinamento Civico di Maglie per tantissime associazioni culturali e ambientaliste del Grande Salento. Alfredo Melissano di Nuova Messapia ha espresso tutta la sua amarezza per quanto sta avvenendo nel suo comune: circa 40 impianti di un megawatt l’uno di fotovoltaico si appresterebbero a nascere, a cui si potrebbe aggiungere presto anche un maxi impianto di ben 5 megawatt. In tutto circa 140 ettari di suolo agricolo e prezioso pascolo rischiano di sparire nella più totale connivenza delle autorità locali. Gli uliveti secolari sono stati già intaccati paesaggisticamente da alcuni impianti e per questi si chiede l’intervento forte e urgente della Provincia e della Polizia Provinciale. Da qui l’appello di Nuova Messapia al presidente Antonio Gabellone per risolvere la “calamità fotovoltaica” che sta cancellando la ruralità salentina e gli spazi verdi dell'intero Salento. «L’ubicazione dei pannelli fotovoltaici nei campi, nelle aree di naturalità e nei preziosi pascoli ricchissimi di biodiversità, è un attentato all’identità e all’anima del Salento, un reato la cui gravità etica va al di là di qualsiasi attuale tentativo di giustificazione legislativa – ha detto Oreste Caroppo, presidente del movimento per “La Rinascita del Salento” e membro del Coordinamento Civico di Maglie, presente l’altra sera al Forum – se da un lato una iniqua legge regionale sta consentendo questa follia, dall’altro i comuni hanno il dovere di difendersi con regolamenti e imponendo il divieto di ubicazione di pannelli nei campi e pascoli, e tra gli uliveti. Il fotovoltaico va istallato su superfici biologicamente morte, come i tetti dei capannoni industriali, di case, edifici pubblici e privati, scuole, edifici sportivi e caserme, tettoie di parcheggi; al suolo, solo in aree industriali».

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!