Condanna a sette anni per la mamma di Casarano

Omicidio e tentato omicidio le imputazioni. Ad armare la mano della donna il racconto del figlio di 7 anni sulle molestie subite

Confermata la condanna a sette anni in Corte d’Assise d’Appello per Simona D'Aquino, la mamma di Casarano che il 5 novembre 2007 uccise l’insegnante Jole Provenzano. A scatenare il raptus omicida erano stati i racconti del figlio di sette anni, che aveva confessato alla madre di aver subito molestie sessuali da parte del marito della maestra, Luigi Compagnone, ex sarto di 83 anni. Sconvolta e in stato di ebbrezza, la giovane mamma si era precipitata nella casa adibita a doposcuola dell’anziana coppia di Parabita, chiedendo spiegazioni al sarto, che l’avrebbe provocata insinuando che al piccolo piacessero quel tipo di attenzioni. Nello scontro ferì gravemente Compagnone e mortalmente Jole Provenzano. A due anni dall’accaduto, D’Aquino, giudicata con rito abbreviato da Nicola Lariccia, viene ritenuta colpevole di omicidio e tentato omicidio. Alle attenuanti già riconosciute, gli avvocati difensori della donna hanno presentato ricorso per il riconoscimento di un’altra attenuante: quella di aver agito per valore morale e sociale. La mamma è ora agli arresti domiciliari. Nei confronti di Luigi Compagnone, costituitosi parte civile, grava l’accusa di pedofilia.

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