Una battaglia per migliorare i servizi

Piero Manni informa che la Giunta regionale ha approvto una delibera-quadro che fornisce le basi e linee guida per la generalizzazione delle società in house presso tutte le ASL

Esistono negli ospedali una serie di attività (quali la mensa, le pulizie, il portierato, la guardiania, il giardinaggio, il soccorso urgente e il trasporto dei malati, i bar interni, ecc.) le quali non sono direttamente rivolti alla cura dei ricoverati ma egualmente costituiscono servizi essenziali al benessere dei degenti. Tali attività sono state fino ad ora svolte mediante il sistema dell’appalto ad aziende private, con la conseguenza di disfunzioni e distorsioni piuttosto gravi per la sanità: gestione non sempre trasparente degli appalti, i quali spesso hanno fruito di proroghe anche decennali; gestione clientelare delle assunzioni con aziende divenute carrozzoni elettorali dei partiti al governo; sfruttamento intensivo ed anche in nero (in particolare nel 118) dei lavoratori obbligati a dichiararsi volontari (oggetto di indagini giudiziarie); assunzioni a termine e per poche ore settimanali; svolgimento delle attività con l’obbiettivo primario del guadagno privato e non della salute collettiva. Uno dei punti fermi dell’azione politica di Rifondazione Comunista nella sanità è stato quello di migliorare la qualità dei servizi descritti, garantendo nel contempo condizioni di lavoro dignitose agli operatori, sottraendoli al ricatto di una precarietà diffusa; Rifondazione ha portato e continua a portare avanti una battaglia per la costituzione di società a totale capitale pubblico, le quali assumano in proprio la gestione dei servizi ai degenti. La prima società di questo tipo è stata costituita nella ASL di Foggia, la Sanita Service, nell’aprile 2008; forti le resistenze e le reazioni di coloro, aziende e parti politiche, che sono stati esclusi dalla gestione; pienamente soddisfacenti, per i malati e per gli operatori, i risultati delle prime attività della Sanita Service. I costi preventivati e finora sostenuti risultano inferiori a quelli della gestione privata. Piero Manni ci tiene a precisare: “Alla luce di ciò, la Giunta regionale, su proposta di Tommaso Fiore, approva il 5 maggio di quest’anno una delibera-quadro che fornisce le basi e linee guida per la generalizzazione delle società in house presso tutte le ASL. Il problema ora è di superare le resistenze che permangono, e ciò si può ottenere mediante una mobilitazione dei lavoratori dei vari servizi; su questo sta in particolare intervenendo Rifondazione Comunista, appoggiando e favorendo i movimenti che stanno nascendo in ogni provincia, prevalentemente col sostegno dei sindacati”. A Taranto è già pronta una bozza di delibera della direzione dell’ASL, la quale a giorni sarà discussa coi lavoratori ed i loro rappresentanti; a Lecce per la settimana prossima Rifondazione sta organizzando una assemblea alla quale parteciperanno l’assessore Fiore e la direzione della ASL. Si tratta di 7000 lavoratori, in tutta la Puglia, che intravedono la possibilità di un lavoro meno precario e ricattabile; si tratta soprattutto di intervenire sulla qualità di servizi che incidono fortemente sul benessere dei degenti degli ospedali.

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