Cappelle cimiteriali vendesi

Il 13 settembre scade il termine per la vendita all’asta di alcune cappelle di Gallipoli

A seguito della nota del 5/11/08 a firma della dirigente dell’area n. 3 Politiche servizi alla persona – servizi cimiteriali, con cui, ai discendenti di alcuni “originali concessionari” delle aree indicate con numero di appartenenza e ubicate nella zona S. Agata (viale XI, XIII, XVI, XVII, XIX, XX), veniva indirizzato l’avviso che le relative concessioni cimiteriali risultavano ormai scadute ai sensi dell’art. 93 del vigente Regolamento di Polizia Mortuaria, in data 5/12/08 chiedevo al sindaco di anare, derogare o rettificare la normativa ingiustificata e impopolare, nonché vessatoria e incongrua sotto l’aspetto economico e sociale. Tutto inutile e senza risposta così come al precedente intervento di Elio Pindinelli al riguardo. Interviene Gino Schirosi: “Tali sepolture, risalenti al periodo fine ‘800 primi ‘900, si distinguono in quanto custodiscono da oltre un secolo la memoria dei grandi del nostro glorioso passato, per cui rivestono un inestimabile valore morale, culturale, storico, artistico, architettonico e monumentale”. Di tre cappelle, alla scadenza del 15-12-08, non è stato possibile rintracciare gli eredi a cui addebitare nuovi balzelli per procedere al rinnovo del titolo concessorio solo trentennale. E dunque sono state immesse sul mercato per un incasso di circa 80.000 €. Un’inezia per le casse pubbliche neppure assestate dopo l’alienazione di 6 immobili comunali con cifre milionarie giusto per rispettare il patto di stabilità o per conseguire la quadratura di bilancio! Come nell’accorata denuncia dell’ex assessore Luigi Parisi apparsa sulla stampa giorni fa, una di queste cappelle custodiva i resti di Luigi Cataldi, stimato medico filantropo vissuto nell’800. Ma la nostra civile amministrazione ha deciso di fare cassa ad ogni costo senza rispetto nemmeno dei defunti. In tal senso Schirosi si chiede: “E se fosse stato interessato anche indirettamente uno di questi egregi signori al potere? Ben altra la civiltà degli antichi Romani. Una legge forse delle XII Tavole, ripresa dal Foscolo per i Sepolcri, recita: “Deorum Manium iura sancta sunto”. Intelligenti pauca!” Per amore della storia e della civiltà sarebbe bene che nessun gallipolino e nessuna persona civile accettasse l’invito scriteriato fatto dal comune a partecipare a quest’asta da cui racimolare tutto sommato una miseria. Conclude Gino Schirosi:”I morti, se esiste l’altro mondo, ne sarebbero grati. Qualora accadesse altrimenti, potrebbero pure, se hanno potere e parola, lanciare un duro anatema contro gli incivili profanatori. Poiché i valori valgono più degli interessi, avrebbero buona ragione. E sarebbe davvero un’autentica giustizia!”

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