Casalabate. Perrone replica a Maniglio

Il sindaco leccese risponde al consigliere regionale sul futuro della marina: “Siamo disponibili alla ridefinizione dei confini- afferma- ma Maniglio si ferma alla propaganda”

“Se non fossimo a soli sei mesi dalla fine della legislatura regionale direi che si tratta della solita inconsistente sortita di Maniglio, invece è una grossolana manfrina (questa sì!) elettorale”. Paolo Perrone interviene nel dibattito sul futuro della marina di Casalabate e sulla proposta di Legge regionale che porta la firma, tra gli altri, del consigliere Antonio Maniglio. “La nostra volontà di ridefinire i confini intorno a Casalabate c’è ed approfittiamo dell’occasione per confermarla, ma se Maniglio vuole essere il regista della operazione – puntualizza il primo cittadino – deve farlo con proposte concrete di soluzione e non con le chiacchiere. L’altra volta, alla vigilia delle scorse elezioni regionali, ha raccolto le firme per l’annessione di Casalabate a Squinzano (sterile trovata elettorale), oggi si è presentato dopo quattro anni e mezzo di legislatura con una proposta di legge che è appena all’ordine del giorno della Commissione regionale competente (seconda sterile trovata elettorale). Se Maniglio vuole veramente Casalabate deve definire innanzitutto la questione di quali porzioni di territorio dovranno cedere al Comune di Lecce i Comuni di Squinzano e Trepuzzi a compensazione di Casalabate. Poi dovrà risolvere le questioni finanziarie. Cioè ottenere l’impegno di questi Comuni ad addossarsi le rate residue dei mutui accesi dal Comune di Lecce per finanziare interventi sulla marina e garantire la copertura finanziaria dei servizi sostenuti dalla nostra amministrazione su quel territorio (raccolta rifiuti, pagamento della fornitura di energia elettrica per la pubblica illuminazione, costi per la viabilità e la sicurezza, ecc). In presenza di queste condizioni sono pronto a portare la proposta in Consiglio comunale. Altrimenti una proposta di legge a questo punto della legislatura è soprattutto propaganda”.

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