Barba cede al gruppo di D'Odorico

Un accordo con il gruppo friulano e la sottoscrizione presso un notaio. Fine di un'epoca

Ormai è proprio ufficiale. Vincenzo Barba lascia la presidenza del Gallipoli calcio ed affida il suo pensiero ad una lunga nota. Passa la palla alla D’Odorico Group, gruppo finanziario e immobiliare che fa capo all’imprenditore friulano Daniele D’Odorico. L’intesa è stata suggellata in uno studio notarile leccese. Per il ruolo di allenatore sarà riconfermato Giuseppe Giannini. “Al termine di una lunga e complessa trattativa, con un tonfo nel cuore e con il dolore di chi ha impressi sulla pelle e nell’anima i colori giallorossi del Magico Gallo, non rinvenendo più né i presupposti economici, né quelli socio-ambientali per proseguire nel nostro progetto, siamo a comunicare che abbiamo ufficialmente raggiunto un accordo per la cessione del titolo sportivo del Gallipoli Calcio alla cordata friulana rappresentata dal noto imprenditore D’Odorico, titolare del solidissimo D’Odorico group” si sfoga l'ex presidente. “Non avremmo mai lontanamente immaginato che dopo anni all’insegna della managerialità e dei grandi successi sportivi conseguiti e raggiunti al termine di ogni stagione agonistica, battendo record su record, esprimendo un calcio frizzante e spumeggiante e tagliando il traguardo delle Serie B, ad un solo passo dal campionato delle stelle di Serie A, nel momento delle richiesta di aiuto, di supporto e di coadiuvo avremmo ricevuto non soltanto dinieghi e silenzi, ma perfino una contestazione tanto maleducata quanto immeritatamente irriconoscente. Abbiamo per settimane e settimane presentato a tutti l’impossibilità di proseguire da soli nell’onerosissimo percorso gestionale finalizzato alla guida della squadra di calcio in Serie B – prosegue -, sperando che ogni giorno si facessero avanti i gallipolini e i salentini che avevano amore per il Gallipoli e la maglia giallorosa. Invece non si è fatto avanti nessuno. Invece quotidianamente assistevamo alla mortificante apatia di chi pensa che le cose belle del nostro territorio ci debbano essere solo e soltanto per l’impegno degli altri, ma mai con un coinvolgimento in prima persona. Abbiamo temporeggiato fino all’ultimo istante per condividere la guida del Gallipoli con i gallipolini e i salentini, dichiarandoci persino disponibili ad investire l’80 per cento delle risorse necessarie a costruire un team rispettoso delle ambizioni dei tifosi veraci, lasciando agli altri, a tutti gli altri, solo e soltanto il 20 per cento del totale degli oneri economici e gestionali”. “Niente di niente – ribadisce- Soltanto porte sbattute in faccia, spallucce e risatine di circostanza. E poiché al danno si aggiunge anche la beffa, malgrado la nostra storia, malgrado il nostro passato, malgrado il nostro impegno, abbiamo ricevuto l’onta vergognosa di cori intonati con fervore dagli ultrà gallipolini, cori accompagnati da gesti eloquenti, urla volgari, parole lanciate come pietre, offese ingiuriose, richieste chiarissime ed inequivocabili volte ad “ordinarci” di andare via, di abbandonare, di lasciare libero il campo dalla nostra presenza ritenuta, ormai, eccessivamente ingombrante e non proficua. Insomma, è giunto il momento per il sottoscritto e per il suo staff di gettare definitivamente la spugna, di fare quel passo indietro che non avremmo mai pensato di fare, che non avremmo mai fatto, ma che, invece, facciamo perché è ormai nella natura delle cose e perché, come sempre, siamo rispettosi anche e soprattutto del volere dei tifosi, mai come questa volta chiaro, conciso e categorico”. “Finisce qui un percorso progettuale che ci ha visti sempre pronti a sostenere i desideri di crescita e di sviluppo non soltanto di una città, ma di un’intera area territoriale”, commenta ancora Vincenzo Barba. “Prendiamo atto che non appena si è chiesto di allargare la famiglia, di ampliarla, di rinvigorirla, la sterilità umana e sociale di pochi ha prevalso sul legittimo desiderio di sviluppo di molti, se non di tutti. Va il mio grazie a tutti quelli che ci hanno condivisi e non, coadiuvandoci o meno per il bene comune della nostra azione finalizzata solo ed esclusivamente alla salvaguardia del nostro mondo calcistico – conclude -, dei colori giallorossi e della nostra Gallipoli e del Salento tutto”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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