Biomasse e inquinamento. Progetti contrastanti a Surano

 

Acceso il dibattito dopo la presentazione in Comune di un progetto sul fotovoltaico ed eolico. Parte la mobilitazione delle associazioni di cittadini

La notizia della presentazione al Comune di un progetto per una struttura a biomasse è stata resa nota l’altra sera durante un acceso convegno dal titolo Ambiente è salute organizzato dall’associazione locale politico-culturale Insieme per Crescere. Tra i temi affrontati, proprio l’inquinamento causato dalle centrali che si vorrebbero costruire nel Salento e lo scempio del paesaggio salentino causato dalle mega centrali eoliche e fotovoltaiche. Durante il suo intervento Cristina Mangia, ricercatrice del CNR, con dati sperimentali e modelli matematici ha evidenziato la pressione già forte in termini di inquinanti (diossine, furani, particolato, ecc.), che interessano tutto il Salento, mentre l’oncologo dell’ospedale di Galatina, Sergio Mancarella, ha sottolineato le sofferenze e l’incremento di malattie che questo “falso sviluppo” sta arrecando ai salentini. Su tutto aleggiava il monito della Copersalento, di quanto lì accaduto e che ora sta per replicarsi nelle decine di centrali a biomasse che si vorrebbe realizzare nel Salento, a danno della salute dei cittadini, come ha sottolineato Sergio Starace del Forum Ambiente e Salute di Lecce. Interrogato sulla virtuosità del suo comune in termini di un uso sano e rispettoso delle energie rinnovabili, quelle legate al sole e al vento, non a danno del paesaggio e della natura, il sindaco di Surano Salvatore Puce ha ammesso che anche il suo comune non brilla per “virtuosità”, proprio alla luce della concessione di suolo agricolo roccioso del feudo comunale per la realizzazione di campi di silicio fotovoltaico, anziché permettere queste installazioni solo sui tetti degli edifici privati e pubblici e dei tanti capannoni industriali, come suggerito da Oreste Caroppo, il presidente del movimento per La Rinascita del Salento, invitato dagli organizzatori del convegno. Addirittura, un campo fotovoltaico da tre ettari è previsto nelle adiacenze di antiche masserie; “un reato ai danni del paesaggio” hanno gridato i proprietari degli antichi stabili, che ora chiedono l’intervento della Soprintendenza per fermare i lavori. Il sindaco ha poi parlato della realizzazione anche di una mega-torre eolica d’acciaio di circa 150 metri di altezza, nel suo feudo che si aggiunge alle decine di mega-pale eoliche previste nelle vicinanze del feudo di Surano. Caroppo ha poi sottolineato come il Salento tutto, incluso il Parco dei Paduli, non possa subire un tale danno paesaggistico dalle mega-pale eoliche, e che l’unica loro collocazione accettabile è in uno o due ristretti impianti off-shore in alto mare, in Adriatico e nello Jonio, e lontanissimi dalla costa, tanto da non essere praticamente visibili all’orizzonte.

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