Basta stragi sulle strade

Il sindaco di Porto Cesareo, dopo l'ennesimo incidente che ha causato la morte di due giovani, chiede prudenza e soprattutto strade sicure. Più attenzione da parte delle istituzioni

Vito Foscarini interviene dopo l’ennesimo tragico impatto che è costata la vita a Antonio Carluccio, di 17 anni, e di Luca Panzanaro, di 16, di Veglie sulla strada che collega Torre Lapillo marina di Porto Cesareo al loro comune di nascita. Purtroppo l’ennesimo scontro fatale, sulle strade che portano al mare e che collegano l’entroterra ai comuni rivieraschi. L’ennesime vite spezzate sul ciglio di una strada e che gettano letteralmente nella disperazione famigli ed intere comunità. “Sinceramente sono amareggiato – afferma Foscarini – e non posso fare altre che esprimere il mio personale cordoglio e quello dell’intera comunità di porto Cesareo alle famiglie Carluccio e Panzanaro, oltre che a tutta Veglie per questa tragedia stradale. Ogni estate è la stessa triste storia e dio non mi stancherò mai di raccontarla, anche perché nel mio passato di uomo delle forze dell’ordine l’ho vissuto quotidianamente sulla pelle. Si va a dormire con la grande paura che l’indomani mattina o addirittura in piena notte non rimbalzi la notizia che l’asfalto killer o l’imprudenza abbia mietuto l’ennesima vita”. “Non ho la bacchetta magica e non so chi è la causa di questo annoso problema che miete decine di morti, ma è chiaro che tanti dovrebbero essere gli obiettivi che un amministratore deve perseguire. Chiedere maggiore prudenza agli automobilisti, maggior rispetto del codice stradale –continua nel suo sfogo Foscarini-. E’ necessario soprattutto, dotarsi di una migliore segnaletica stradale e di strade più sicure soprattutto nei collegamenti tra le città e le località turistiche. Non possiamo restare inermi di fronte ad una strage senza fine”. “Occorre mobilitarsi –continua amareggiato Foscarini- e combattere con tutti i mezzi a disposizione le principali casistiche cause di incidenti stradale. Penso alla quasi totale assenza di guard-rail che delimitano le carreggiate dai terreni circostanti spesso caratterizzati dalla presenza di grossi alberi o di pali elettrici, all’imprudenza generalizzata, agli accessi su strade provinciali non segnalati, al non rispetto del codice stradale degli automobilisti. Siamo tutti colpevoli di ogni morte sulla strada fino a quando ognuno di noi non si sarà impegnato a sensibilizzare il prossimo. Salvare la propria vita vale quanto salvare la vita degli altri. Indico tre strade sulle quali intervenire subito e sia chiaro che non è una provocazione. La rinomata Lecce – Porto Cesareo che attraversa ben diverse comunità tra le quali Lecce appunto, Monteroni e Leverano e che ogni giorno da maggio a settembre vede triplicarsi il flusso veicolare. Le provinciali che da Veglie collegano a Porto Cesareo e Torre Lapillo, quest’ultima causa del grave incidente mortale di ieri notte; strade strette con insidie ovunque visto che è collegamento verso il mare di tutti i comuni Nord salentini. E poi ancora la San Pancrazio – Torre Lapillo che collega due mari e le due provincie di Brindisi e Lecce. Da ultimo non per minore importanza la famigerata Nardò – Avetrana che taglia letteralmente in due proprio Porto Cesareo e Torre lapillo con incroci a raso in coincidenza di altre strade provinciali”. Conclude con un invito non polemico e che non fa cenno ad alcuno attacco politico: “Tutti nessuno escluso constatino di persona, come sia complicato e difficile circolare d’estate su queste arterie. Tutto il resto lo noterete da voi o dai fiori e dalle icone ricordo presenti ai cigli delle strade; tristi ricordi di tanti esseri umani hanno conclusosi li la loro vita”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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