lettera alla new carboneria

Forse sarà questa consapevolezza di essere impotenti di fronte a ciò che vorremmo cambiare a paralizzare i pensieri. Ad inaridire i sentimenti. A spegnere la luce della speranza in tutti gli occhi che incontro.

Forse sarà questa consapevolezza di essere impotenti di fronte a ciò che vorremmo cambiare a paralizzare i pensieri. Ad inaridire i sentimenti. A spegnere la luce della speranza in tutti gli occhi che incontro. Forse sarebbe meglio vivere nel mondo incantato di “Uomini e donne”. Nelle atmosfere sognanti di “Ballando sotto le stelle”. Nelle ipocrite meritocrazie di “Saranno famosi”. Sarebbe meglio vivere in quell’ignoranza. Sarebbe meglio spegnere il cervello e accendere gli istinti primordiali di sopravvivenza e appagamento dei bisogni primari, magari verniciandoli di modernità e filosofiche descrizioni inneggianti l’uomo mediatico dominatore dell’universo. Sarebbe bello. Servirebbe a non sentire questo sentimento di mortificazione. Servirebbe a non sentire la mente, i pensieri, il cuore continuamente offesi e umiliati da ciò che sono costretti a vedere. Servirebbe a non sentir morire la passione ogni volta che si apre un giornale o inizia la sigla di un tg. Per questo li odio! Non perché mi hanno costretto ad andare via dalla mia terra. Non perché stanno portando l’Italia – la patria della conoscenza, della cultura, della scienza – ad essere dominata dispoticamente da una stretta oligarchia affaristica, ignorante e volgare. Li odio perché mi fanno odiare. Li odio perché non ci lasciano scelta. Li odio perché mi vergogno di odiarli. In fondo tutto quello che si chiede è di dare una mano per quello che si può. Consci della propria limitatezza. Consapevoli che prima di far cambiare qualcosa sia necessario cambiare noi stessi. Ma fateci provare almeno! Ma questo giorno è solo a metà. La notte cancellerà gli stati d’animo indotti e mi riconsegnerà i sogni. Quelli non possono rubarmeli. Quelli non possono spegnermeli. E continuerò a viverli e a condividerli con altri carbonari rivoluzionari di giornata che mi consegneranno un sorriso da custodire domani sull’autobus. E uno sguardo d’intesa che capiremo solo noi, ma che, ne sono certo, è la scintilla da cui partirà un nuovo Risorgimento. P.S. Non riesco ad immaginare soluzioni democratiche e pacifiche per la nostra Italia in questo momento.

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