Per incentivare l'occupazione nel Sud

Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di Io Sud, ha presentato nei giorni scorsi due disegni di legge per arginare la crisi economica

“Tutti siamo a conoscenza – afferma Adriana Poli Bortone – della difficilissima situazione occupazionale del sud d'Italia e di come la crisi economica che ci ha colpiti stia ulteriormente indebolendo il mondo del lavoro. La grande volontà di resistere, sia da parte dei lavoratori che da parte dei datori di lavoro, spessissimo cozza contro regole economiche e previdenziali che impediscono al datore di lavoro di prendersi, come vorrebbe, carico di forza lavoro e l'ovvia conseguenza è la rinuncia ad assumere con la conseguenza che il lavoratore, privato della possibilità di lavorare, è costretto ad emigrare”. Per tale ragione, come presidente nazionale di Io Sud ha presentato due disegni di legge che intendono incentivare l’occupazione nelle regioni del Sud. “Il primo disegno di legge – espone la senatrice Poli – intende modificare il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 in modo che, le regioni del meridione di Italia, che sono quelle che maggiormente usufruiscono delle collaborazioni occasionali a causa della particolare economia produttiva, possano essere supportate dallo Stato aumentando di fatto l’ammontare massimo del compenso complessivamente percepito fino a 10.000 euro”. “Il secondo ddl invece – argomenta il presidente di Io Sud – si rivolge ai contributi sociali, ossia a quell’obbligo contributivo che spetta al datore in conseguenza dell'instaurazione di un rapporto di lavoro. Il contributo che si deve versare infatti ,in caso di assunzione di un lavoratore, è per definizione obbligatorio e viene calcolato in percentuale sulla retribuzione: una parte è a carico dell'azienda e una parte a carico del lavoratore”. L'azienda si trova così a pagare una contribuzione globale tanto alta da essere costretta a non assumere e, anzi, spesso a licenziare. Al fine di interrompere questo circolo vizioso – si legge nel disegno di legge – che spesso si ripercuote in maniera assai dannosa sulla società si introduce un meccanismo virtuoso che risiede nella possibilità data ai datori di lavoro delle regioni del meridione di Italia di assumere residenti o richiamare residenti emigrati per lavoro e offrire loro contratti a tempo in determinato senza l'obbligo del versamento a proprio carico delle quote di contribuzione a proprio carico per 24 mesi, nonché la possibilità di ricorrere allo stesso mezzo per evitare il licenziamento del lavoratore. “Sono due proposte – conclude Adriana Poli Bortone – che mirano a dare respiro ad un mercato del lavoro nelle regioni del Mezzogiorno oramai bloccato e sicuramente incentiverebbero tanti giovani imprenditori e lavoratori a non abbandonare la nostra terra”.

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