Ad Ugento un po' di cose da rifare

Angelo Minenna denuncia la mancata apertura dell'ufficio regionale per il turismo e lo stato di abbandono di parte del castello di Ugento, troppo spesso chiuso al pubblico

Il Consigliere Comunale Alla cortese attenzione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ugento avv. Massimo LECCI Alla cortese attenzione del Sindaco del Comune di Ugento on.le Eugenio OZZA (in qualità di delegato ad interim per il Turismo) LORO SEDI Oggetto: interrogazione con richiesta di risposta scritta. Mancata apertura ufficio regionale IAT presso Ugento, e parte visitabile del Castello di Ugento in completo stato di abbandono e per la maggior parte delle volte chiuso al pubblico. Ugento, lì 10 luglio ’09 Egregi signori, per sapere, premesso che: – La politica culturale e di promozione del territorio è da sempre uno dei cavalli di battaglia e degli obiettivi principali della maggioranza di centrodestra che, da quasi quindici anni, governa Ugento ed il suo territorio. – Ciò è anche argomento di molte dichiarazioni del Sindaco e di illustri esponenti della Giunta che lo sostiene, alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno sconvolto l’intera comunità ugentina, omicidio di Peppino Basile in testa, ed altre vicende di inizio anno, come la discarica Burgesi, o la recente crisi dei rifiuti nel Sud Salento. – E’ stato sbandierato ai quattro venti, da parte dell’Assessore alla Cultura avv. Massimo Lecci, e noi tutti ne siamo stati entusiasticamente contenti, un “importante riconoscimento” per Ugento, Gemini, Torre San Giovanni e le nostre località costiere, attribuitoci dall’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, con determina n° 245 del 3/6/08, quello di “Città d’arte a prevalente economia turistica”. – Questo avrebbe dovuto portare, a detta dell’Assessore alla Cultura avv. Massimo Lecci, enormi flussi di finanziamenti e una diffusa economia sul territorio, oltre al lancio d’immagine complessiva della Città e del suo territorio. – Sul periodico “Ausentum”, edito dalla Giunta Comunale, del mese di dicembre ’08 veniva annunciato che la Regione aveva accordato un importante finanziamento al Comune di Ugento per la realizzazione dello IAT “indispensabile strumento” – cito testualmente – per l’accoglienza dei turisti” e “ciò si affianca al progetto, già attuato, della realizzazione dei percorsi storico – naturalistici all’interno del centro storico e nella zona del Parco Naturale…” – Detto finanziamento regionale, pari ad un importo di oltre 63.000 euro, ha consentito di sistemare in maniera adeguata un immobile di proprietà comunale, sito in Piazza Adolfo Colosso, già adibito a Centro di socializzazione per gli anziani, e che versava in uno stato di degrado e di completo abbandono: grazie a questo impegno dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia è stato possibile, sempre a detta del periodico “Ausentum”, “spicconare l’intonaco sulle facciate esterne e sull’atrio interno scoperto, la realizzazione di un nuovo intonaco deumidificante, il lavaggio e la tinteggiatura delle pareti, la revisione degli infissi con la realizzazione di tre grate per gli ingressi, l’installazione di grondaie e pluviali, la revisione degli impianti e l’installazione di un sistema deumidificante.” In tutta solerzia i lavori dell’immobile venivano assegnati e gli stessi terminavano in tempo record: prima della stagione estiva, giusto il tempo per l’inaugurazione e l’apertura di questo importante Ufficio di informazione turistica, in un Comune come il nostro, e con una Giunta Comunale di centrodestra, che del rilancio del turismo e dell’immagine del territorio ne ha fatto una bandiera e uno strumento di lotta politica. – Altro storico risultato, nel campo turistico culturale, è stata l’apertura di qualche vano, di proprietà privata, a cittadini e turisti del Castello di Ugento: evento questo atteso da generazioni di ugentini e ugentine, oltretutto organizzato in maniera tale (orari di apertura, servizio di guida, biglietteria e costo del relativo biglietto) da essere visitato anche da una numerosa platea di turisti. – Circa una settimana fa, un folto gruppo di turisti, ospiti di uno dei tanti hotel di Torre San Giovanni, hanno avuto la bella, anzi bellissima idea, di “vivere il mare”, e dopo aver vissuto esso, di “scoprire il territorio”, così come recitava uno slogan di tanti anni di una delle tante campagne di promozione turistica fatte dall’amministrazione. La scelta fatta per “scoprire il territorio” ricadde sul Castello di Ugento. – Lo spettacolo che si presentava ai loro occhi, secondo quanto riferitomi, era desolante: sporcizia e polvere ovunque, defecazioni di animali vari, piccioni e topi in primis, abbandono diffuso in tutte le stanze…tra grande imbarazzo dell’accompagnatore turistico, e della guida che non faceva altro che “scusarsi per il disordine”. – Non credo che ciò porti buon lustro al nome e all’immagine turistica di una “Città d’Arte a prevalente economia turistica” come Ugento, né che sia corretto aver avuto accesso ad un finanziamento regionale per l’apertura di un punto d’informazione turistica, e poi lasciarlo chiuso e negando di fatto al turista un importante servizio, che potrebbero rendere più agevole ed interessante il suo soggiorno nel nostro territorio. Tutto quanto sopra premesso, CHIEDO quali misure intende porre in essere il Sindaco on.le Eugenio Ozza e l’Assessore alla Cultura Massimo Lecci per l’immediata apertura dell’Ufficio di Informazione Turistica di Ugento e per l’immediata igienizzazione e dignitosa fruizione dei vani del Castello resi aperti al pubblico.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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