Boom di contatti al Fancy Food Show

Oltre 300 operatori hanno visitato il nostro stand agroalimentare, mentre i laboratori del gusto catturano l’attenzione di 150 esperti

Affluenza record di visitatori nello stand istituzionale della Regione Puglia al Summer Fancy Food, la fiera estiva dell’agroalimentare più importante del Nord America andata in scena a New York nel coinvolgente scenario del Jacob Javits Center. Grazie alla sua incessante attività di promozione e marketing, la Regione porta a casa risultati eccellenti: sono circa 300, infatti, i contatti stabiliti nello Spazio Puglia, mentre i laboratori del gusto, organizzati con l’ausilio di chef pugliesi e opinion marker internazionali, hanno registrato il tutto esaurito, arrivando a superare le 150 registrazioni in tre giorni. Una full immersion sul gusto, sulla storia e sulla tradizione dei prodotti dell’enogastronomia pugliese che ha lasciato il segno: benché la manifestazione quest’anno contasse 2300 espositori e 140mila prodotti in vetrina, la Puglia è riuscita a emergere grazie al mix di qualità e innovazione dei marchi esposti che le ha consentito di guadagnare importanti apprezzamenti e blindare nuove nicchie di mercato. Il sostegno fornito dalla Regione Puglia – Area politiche per lo sviluppo economico e Area politiche per lo Sviluppo rurale – ha consentito ai 20 operatori pugliesi presenti a New York di camminare su un doppio binario: quello prettamente promozionale, grazie alle attività di marketing settoriale organizzate dallo Regione attraverso lo Sprint Puglia, sportello regionale per l’internazionalizzazione, con il supporto delle Camera di commercio italiane di New York e Los Angeles; e quello più propriamente commerciale, con i responsabili dei marchi coinvolti direttamente nei propri stand in incontri business to business con ristoratori, distributori, importatori, broker, buyer ed esperti di catering. L’assessore alle Risorse Agroalimentari, Enzo Russo, soddisfatto per il successo ottenuto oltreoceano dichiara: “I buoni risultati sono la naturale conseguenza del lavoro svolto in questi anni supportando i produttori con azioni atte a sviluppare politiche di qualità e quindi a fornire al settore agroalimentare una materia prima di eccellenza che comunicata e promozionata adeguatamente proietta l’enogastronomia e la ristorazione pugliese ai vertici internazionali. I laboratori del gusto e il rapporto diretto già da noi sperimentato con i buyer in Puglia e nel mondo, sono un format straordinario che trova grande riscontro e maggiore efficacia nella collaborazione intersessorile necessaria per far crescere la Puglia in competitività così come l’evento che si è appena concluso a New York”. E se per capire la reale forza commerciale dei nuovi contatti intrapresi bisognerà attendere qualche mese, le impressioni a caldo degli operatori lasciano presagire per loro nuove, significative, aperture di opportunità sui mercati esteri e danno spazio alla fiducia in particolare rispetto alla capacità di superare le incertezze legate alla crisi economica mondiale che ha reso particolarmente vulnerabile anche il settore dell’agroalimentare. Per tutte le industrie pugliesi, piccole e grandi, la parola d’ordine ormai è una: internazionalizzazione. Da New York parla infatti di commercio globale Biagio Urbano amministratore dell’impresa “Sotto le Stelle” di San Giovanni Rotondo, 15 dipendenti e 16 agenti in tutta Italia, che con la valorizzazione degli alimenti biologici ha riportato in auge alimenti antichi come il grano cappelli, scoperto a Foggia nel 1915. “Sfondare all’estero non è semplice”, dice, neppure per un’azienda che in Italia vanta un portafoglio di 700 clienti e il cui 98 per cento di fatturato è fuori dalla Puglia. Ma Urbano ci crede, per questo, spiega “dopo aver aperto tre anni fa, grazie alla Regione, un’agenzia di rappresentanza a Tokio, quest’anno abbiamo deciso di puntare su New York forti della convinzione che il biologico nel mercato nord americano ha grandi potenzialità di espansione ma, soprattutto, perché convinti di fornire una gamma di prodotti alternativi che, come le tortine di Kamut, un grano antico, o prodotti tradizionali realizzati senza lievito, uova o zucchero, sono di assoluta innovazione e qualità”. E parla di eccellenze anche Antonella Caroli, dell’omonima “Antica Masseria” produttrice di preziose varietà di olii e consorziata di “Panieri di Puglia” di Martina Franca, un pool di aziende specializzate in prodotti tipici della Murgia dei trulli, dall’olio al vino, dalla pasta ai formaggi, ai liquori…: “Il nostro target – dice – è posizionato in alto e per quanto non siamo soggetti alla concorrenza dei Paesi emergenti perché sul mercato americano siamo presenti da ben 20 anni, tuttavia subiamo l’influenza sfavorevole del cambio. Ma i nuovi contatti non sono mancati e il nostro è un settore sicuramente in espansione”. Entusiasmo e fiducia anche in casa Renna, storica industria di Fasano specializzata negli antipasti di mare; nell’entourage del consorzio Capoleuca, con sede a Ugento, rappresentato da Ettore e Dioniso Labbate; e nel consorzio “Il Tavoliere”, 50 aziende della provincia di Foggia unite dall’obiettivo comune di espandersi commercialmente nel mondo abbattendo i costi. Ma il made in Puglia ha avuto grande riscontro anche tra gli oltre 150 partecipanti ai work shop sul gusto promossi nello stand della Regione dove per tre giorni operatori, giornalisti, opinion leader e opinion maker si sono alternati nelle degustazioni guidate ai prodotti tipici di qualità. “E’ il meglio del meglio”, è il commento di due importatori della Grande Mela: Andre Nowachi e Paola Verna, entrambi convinti che i prodotti pugliesi abbiano una marcia in più rispetto ad altri di pari qualità, anche italiani. Il problema è comunicarlo: e questa iniziativa è sicuramente una carta vincente da giocare ancora e, possibilmente, su tutta la gamma dei prodotti”.

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