Un Consiglio praticamente fatto

Prima ancora che si voti al ballottaggio è possibile descrivere con certezza una parte consistente della nuova assise comunale

Ultime battute di campagna elettorale prima del ballottaggio di domenica e lunedì prossimi per designare il nuovo sindaco della città. I due sfidanti, Ivan De Masi (Partito Democratico, civiche di centrosinistra, Udc e “Io Sud”) e Claudio Casciaro (Popolo della Libertà e civiche di centro), partono rispettivamente dal 46,13% e dal 25,30%. Come si è spesso scritto in questi giorni, la città non ha ancora un sindaco ma ha già una maggioranza in Consiglio comunale. Prima ancora che si voti al ballottaggio e che la Commissione elettorale mandamentale termini il suo lavoro di verifica dei verbali delle 23 sezioni di Casarano, è già possibile descrivere con assoluta certezza una parte consistente del nuovo Consiglio comunale. Con il 52% dei voti ottenuti già al primo turno, le liste di De Masi hanno già conseguito la maggioranza nell’assemblea cittadina, ossia undici seggi, anche se al ballottaggio dovesse vincere Casciaro. Questo significa che il Pd ha già conquistato tre consiglieri (Remigio Venuti, Sergio Abbruzzese e Luigi Crudo); la civica “Casarano Sempre” ne ha ottenuti due (Paolo Zompì e Fabrizio Fattizzo); altri tre consiglieri la lista “Con Ivan De Masi sindaco” (sono in cinque a contendersi i posti divisi da scarti minimi); uno ciascuno “Insieme per Casarano” (Marcello Torsello) e l’Udc (Attilio De Marco). L’undicesimo consigliere è lo stesso candidato alla carica di sindaco. Lo schieramento di centro-destra ha già conquistato cinque seggi, indipendentemente dall’esito del ballottaggio: tre il PdL (Luigi Bartolomeo, Giampiero Marrella e Antonio Gatto) e un seggio la civica “Uniti per Claudio Casciaro” in ballottaggio tra Adamo Antonio Fracasso (92 preferenze) e Antonio Tommaso Torsello (91). Anche per Casciaro è certo l’ingresso in Consiglio comunale. Infine, nello schieramento di Francesca Fersino, oltre alla candidata a sindaco, sono stati eletti Emanuele Legittimo e Massimo D’Aquino, entrambi della lista “Liberacittà”. In sostanza, il nuovo Consiglio comunale è definito per 19 ventunesimi, ossia per il 90%. Manca solo da stabilire, oltre naturalmente al sindaco, se nell’assise cittadina avrà diritto a sedersi il quarto della lista del Pd e il più suffragato del movimento “Io Sud”, in caso di vittoria di De Masi; oppure, il quarto del PdL e il più votato della civica “La Puglia prima di tutto”, se dovesse vincere Casciaro. E’ bene ricordare che è la seconda volta che la città elegge il suo sindaco al ballottaggio. Il precedente si verificò nel 1994, giusto all’esordio dell’applicazione della nuova legge elettorale. In quell’occasione, la poltrona di Palazzo dei Domenicani se la contesero William Ingrosso e Luigi Memmi. Al primo turno, il medico di base ottenne il 43% netto dei consensi; l’ex deputato, invece, si fermò al 30,76%. Nonostante un divario così netto, ai “supplementari” l’on. Memmi riuscì a dimezzare lo svantaggio, anche se alla fine non servì per tornare sindaco della città. Ingrosso vinse con il 53,35% contro il 46,65% del suo avversario. Da notare che al ballottaggio si recarono alle urne il 91% dei votanti del primo turno. Un risultato eccellente, ma erano altri tempi (la politica era più “nobile” di oggi) e le amministrative si svolsero in autunno inoltrato. Non c’era, insomma, tanta voglia di andare al mare.

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