Otranto. Disagi per la differenziata di Ato/2

Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, si esprime sulla questione rifiuti e sui disagi arrecati dalla nuova ditta aggiudicatrice dell’appalto di raccolta differenziata dell’Ato Lecce 2

Ciò che più mi preme a Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, è migliorare la vivibilità cittadina. Tutta una serie di buone pratiche questa città le ha avute da sempre e continua ad averle. Ma si può e si deve migliorare in tanti aspetti. Uno di questi era il sistema della raccolta dei rifiuti solidi urbani. “Abbiamo voluto accettare la scommessa della raccolta differenziata, in qualche modo pure obbligata, visto che ormai si è passati alla competenza della ATO e quindi ci si è spogliati come singoli Comuni dalla gestione di questo servizio.” Ha commentato il sindaco. Una scommessa che, però, preoccupa perché, nonostante un mese già superato di rodaggio accordato alla ditta che si è aggiudicata l’appalto, rimangono una serie di disagi ai quali né il Presidente dell’ATO, né la sua struttura tecnica sollecitata e né tantomeno la ditta appaltante, rispondono. Continua Cariddi: “Nonostante abbiamo messo a disposizione mezzi nostri per sopperire ai disagi che questa ditta ci sta creando comunque nessuno dell’ATO ci ha fatto pervenire alcun atto che ci possa far sperare su una immediata risoluzione dei problemi.” Pertanto Luciano Cariddi ha presentato una formale diffida al Presidente Silvano Macculi perché si faccia carico di queste emergenze perchè non si tramutino in tragedie per il nostro territorio questa estate. “L’appalto impostoci dalla ATO non è nemmeno tanto economico – spiega- e prevederebbe, sempre a carico della ditta che si è aggiudicata il servizio, una serie di servizi collaterali come la manutenzione del verde cittadino, la potatura degli alberi ad alto fusto, delle palme, la manutenzione e la pulizia delle pinete e delle spiagge.” Tutti questi servizi o non sono ancora partiti o stentano a decollare perché evidentemente improvvisati. Lo stesso dicasi sul piano delle attrezzature e degli automezzi che ancora la ditta dimostra di non avere disponibili, nonostante abbia avuto 90 giorni di tempo dalla firma del contratto e nonostante ne siano passati ulteriori 30 da quando è iniziato l’appalto su Otranto. A questo punto non sarebbe malsana l’idea di Calderoli di eliminare questa sovrastruttura inutile rappresentata dalla ATO, meglio sarebbe che i Comuni si gestissero da soli.

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