Mercato dei voti. Ma Fitto vuole le prove

Per Frisullo c'è il rischio d'inquinamento della campagna elettorale. “Il mercato dei voti non è una invenzione di Maritati” sottolinea. Ma il centrodestra sottovaluta il problema

“Il rischio d’inquinamento della campagna elettorale è reale. Il mercato dei voti non è un’invenzione di Maritati. Il centrodestra sbaglia a sottovalutare il problema”. Così si esprime Sandro Frisullo, vicepresidente della regione Puglia. “La forte denuncia politica di Maritati sullo scambio voti-denaro – spiega Frisullo – va presa molto sul serio sia dalle forze politiche che dagli organi preposti al controllo perché solleva un aspetto inquietante della campagna elettorale che deve preoccupare tutti e non solo il Pd ed il centrosinistra”. “Per questo – precisa Frisullo – ci saremmo aspettato ben altra risposta da parte del Pdl che ha invece preferito il silenzio, ad eccezione della replica tanto sprezzante quanto bugiarda di chi evidentemente avendo la coda di paglia si è sentito direttamente chiamato in causa”. Abbiamo il dovere di dirci con franchezza – prosegue – una verità che tutti conosciamo, anche se questa verità ad alcuni può non piacere: c’è una compravendita di voti ad opera di alcuni candidati”. Sandro Frisullo conferma quindi le accuse di Maritati: “Su alcuni ceti deboli, infatti, soprattutto in alcuni ben individuati quartieri cittadini si esercita da parte di questi candidati una pressione indebita che lucrando sui bisogni della povera gente costruisce il proprio consenso elettorale”. Per Frisullo spetta alla politica raccogliere questo allarme e si augura che anche nel PdL si levino voci forti ed autorevoli, che pure non mancano, per fare su questa delicata questione un fronte comune.

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