Nicola Fiorito non è più sindaco di Ruffano

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sciolto il consiglio comunale con una gravissima motivazione

Luigi Nicola Fiorito non è più sindaco di Ruffano. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sciolto il consiglio comunale con un proprio decreto con la seguente gravissima motivazione: “considerato che i pregiudizi e i procedimenti penali che gravano sul suddetto amministratore nonché la condotta complessivamente tenuta dal medesimo hanno ingenerato nella Comunità di Ruffano una situazione di tensione che espone l’ordinata e civile convivenza a gravi rischi di turbativa e minaccia la sicurezza delle istituzioni locali e vista le condizioni di fatto lesive degli interessi della comunità territoriale decreto la rimozione del sindaco e dei consiglieri comunali dalla loro carica elettiva”. Nicola Fiorito era stato condannato in primo grado e con rito abbreviato a sei mesi per abuso d'ufficio e minacce aggravate dal GUP Annalisa De Benedictis. Il PM Guglielmo Cataldi aveva chiesto un anno e tre mesi. Al centro del processo un violento diverbio con il comandante della polizia municipale Federico Perrone. Nel settembre 2004 il sindaco Fiorito minacciò pesantemente il comandante Perrone per non averlo avvertito preventivamente del deposito in Procura degli atti relativi al sequestro di un immobile abusivo. L’abuso d'ufficio riguarda invece un atto di poco successivo all’episodio delle minacce in cui la Giunta Fiorito creò un rapporto di dipendenza gerarchico-funzionale tra il capo di gabinetto e il comandante dei vigili urbani, in violazione delle norme sull’ordinamento delle polizie municipali. A questa condanna in primo grado per l’ex sindaco Fiorito, si affianca la recente notifica di conclusione delle indagini da parte del PM Donatina Buffelli. Il fascicolo d’inchiesta si suddivide in tre tronconi: il primo riguarda gli abusi di ufficio ed i falsi commessi per consentire la costruzione del discount Lidl in un terreno destinato, dal piano regolatore a strade, parcheggi e verde pubblico. Il secondo riguarda la corruzione, turbativa d'asta e falso per l'affidamento dei servizi di gestione della segnaletica della manutenzione stradale e del controllo delle infrazioni. Il terzo riguarda le tangenti contestate a Fiorito sull'appalto della fognatura e sulle affissioni. In allegato la relazione del ministro Maroni e il decreto di Napolitano.

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