Discarica Burgesi. Pellegrino vs Losappio

Sulla discarica di Burgesi si è aperta una polemica tra Giovanni Pellegrino, presidente uscente della Provincia di Lecce e Michele Losappio, l'assessore regionale all'ambiente

Pellegrino di dichiara interdetto e preoccupato dalle dichiarazioni di Losappio, secondo il quale il rifiuto dell’Ato Le/3 dovrebbe continuare ad affluire, anche dopo il 30 giugno, nella discarica Burgesi in Ugento, perché nella stessa vi sarebbero ancora volumi disponibili. La discarica Burgesi è autorizzata a ricevere, in deroga alla normativa di settore rifiuti, solo sino al 30 giugno prossimo per effetto dell'ordinanza del 30 gennaio 2009 n.6823. “Quella ordinanza fu da me adottata -dichiara Pellegrino- nell’esercizio di poteri contingibili ed urgenti in un momento i cui i poteri di Vendola come Commissario delegato all’emergenza rifiuti non erano stati ancora prorogati dal Governo nazionale; e presuppone un accordo che fu raggiunto in Prefettura tra le istituzioni interessate e rappresentanti dei cittadini di Ugento; assumemmo, anche Losappio, nei confronti della cittadinanza ugentina un impegno d’onore, che va rispettato, perché non può essere unilateralmente e disinvoltamente disdettato”. Di quel patto complessivo faceva parte l’assicurazione della Società Ambiente e Sviluppo che, entro il 30 giugno, sarebbe entrato in funzione, l’impianto di biostabilizzazione che ha in corso di realizzazione in Ugento quale concessionaria di pubblico servizio. Per Giovanni Pellegrino l’assessore regionale all’ambiente non ha nella materia alcuna competenza, una volta che ora sono stati prorogati i poteri di Vendola quale commissario all’emergenza rifiuti, organo straordinario del Governo. Il presidente chiede pertanto a Vendola di assumere interamente su di sé la responsabilità che gli deriva dal compito non delegabile di cui è investito; alla cortesia e alla sensibilità del Prefetto di Lecce, quale rappresentante dell’Ufficio Territoriale del Governo, la convocazione urgente di un tavolo che affronti il problema. A Losappio chiede invece di spiegare, nell’auspicio che siano ostensibili, le ragioni della sua accettazione dei cronoprogrammi della Società Ambiente Sviluppo, che in quanto concessionaria e non semplice appaltatrice, è delegataria di pubbliche funzioni e come tale avrebbe dovuto farsi carico del pubblico interesse ad una più sollecita esecuzione ed entrata in esercizio degli impianti, che ha il compito di realizzare e gestire.

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