Genitori-figli. Evitare la crisi? Ora si può

Dopo l'avvio dei progetti con i piani di zona, Poggiardo in testa, ora la partenza dei percorsi dedicati alla genitorialità con il supporto dei consultori cattolici

“Sono evidenti a tutti i problemi seri che scaturiscono dall’assenza di dialogo e di relazioni e interazioni positive tra genitori e figli. Accanto alla crisi economica che attanaglia le famiglie, si può e si deve evitare anche una crisi sociale”. E’ questa la fondamentale premessa con la quale Loredana Capone introduce il progetto “Genitori e figli per una comunicazione consapevole”, presentato ieri a palazzo Adorno. “Il sostegno alle famiglie non parte oggi, ma fa parte di un impegnativo percorso condiviso sul territorio”, continua Loredana Capone, che nel 2009 ha fortemente voluto e fatto nascere il Centro Risorse per le Famiglie, nell’ambito del quale si è costituito il Tavolo Famiglie dell’Osservatorio sulle Politiche Sociali della Provincia di Lecce che ha avviato una serie di iniziative formative sul territorio provinciale a supporto della genitorialità. “L’attività che stiamo avviando si accompagna ai progetti fatti con gli Ambiti del Piano di zona e già attivati”, spiega ancora la vice presidente, “primo fra tutti quello di Poggiardo che è in corso con successo già da due mesi”. “Ora è la volta dei Consultori cattolici che, insieme alla Provincia, e su tutto il territorio salentino, da Lecce a Nardò, da Gallipoli a Otranto, fino a Santa Maria di Leuca, metteranno in campo azioni preziose per promuovere approcci nuovi e strumenti articolati che siano da stimolo e da risorsa per un agire fruttuoso della relazione, emozionale ed educativa, genitori-figli”. Il progetto“ Genitori e figli per una comunicazione consapevole” propone di offrire, agli adulti chiamati a svolgere un fondamentale ruolo educativo (genitori e docenti) e ai ragazzi, opportunità di incontro e scambio di esperienze, attraverso un percorso di formazione mirato. In particolare, gli obiettivi che si intendono raggiungere mediante la realizzazione di questo progetto sono: accrescere la capacità dei genitori di osservare il comportamento dei propri figli; sviluppare abilità educative che aiutino i genitori a comunicare emozionalmente con i propri figli; sviluppare nei genitori la capacità di analizzare e gestire le situazioni-problema; stabilire momenti di confronto e scambio tra genitori, stimolando la formazione di gruppi d’auto-aiuto tra genitori; organizzare momenti di informazione rivolti ai genitori, miranti a fornire loro un’articolata lettura dei sempre più complessi problemi educativi; promuovere una collaborazione fattiva tra scuola e famiglia attraverso un linguaggio educativo condiviso ed esplicito. Nello specifico le attività saranno le seguenti. Il progetto presentato dal Consultorio Familiare “ La Famiglia” di Lecce, che da più di trent’anni offre servizi rivolti alla promozione della persona, della coppia e della famiglia, propone di attivare una rete di servizi finalizzata alla promozione della genitorialità responsabile e alla facilitazione della comunicazione intergenerazionale, attraverso attività di formazione e confronto dirette alle figure educative. Le tre azioni previste sono: Corsi di preparazione alla nascita, con lo scopo di sostenere la coppia nella fase di adattamento al ruolo genitoriale; Percorsi organici di formazione per genitori, con particolare riguardo al confronto con la realtà adolescenziale; Gruppi di confronto per persone separate e divorziate e per coppie in corso di separazione finalizzati a garantire la continuità del ruolo genitoriale. Il Consultorio Familiare “Regina Familiae” della Diocesi di Nardò-Gallipoli intende realizzare corsi di formazione a sostegno della genitorialità all’interno di una serie di interventi elaborati e pensati non solo per i genitori, ma anche per i ragazzi. Per la coppia genitoriale si è realizzato un programma, diviso in 5 moduli, che permette di affrontare diverse tematiche quali: la diversità dei ruoli nella coppia genitoriale, la comunicazione efficace e l’autostima, l’affettività e la sessualità, la capacità di educare; per i ragazzi, invece, un programma che si basa su una serie di incontri all’interno dei quali si approfondiscono tematiche come l’affettività, l’autostima, la sessualità, la capacità di scegliere. Inoltre, la realizzazione di altri due progetti, che riguardano l’ Educazione alla convivenza, e le Emozioni. Il primo, che mira al raggiungimento di diversi obiettivi come ad esempio quello di promuovere le competenze pro-sociali, favorire un atteggiamento di convivenza rispettosa delle regole, potenziamento dell’autostima, nasce dalla convinzione che il ragazzo, per una migliore crescita, debba vivere delle buone relazioni sia in famiglia che a scuola. Il secondo progetto, che nasce dalla consapevolezza dell’esistenza di diverse problematiche che interessano la popolazione infantile come la fragilità affettiva, il rifiuto delle regole, le difficoltà a rapportarsi con l’altro, proponendo degli interventi di azione educativa il cui scopo prioritario è quello di porre i ragazzi nelle condizioni di saper gestire e comprendere i propri stati d’animo. Il progetto presentato dal Consultorio Familiare “ Hydruntum” di Maglie e denominato “I nostri figli crescono: ri-cresciamo con loro”, prevede la realizzazione i diversi percorsi formativi rivolti alle famiglie con lo scopo di accrescere nei genitori quelle capacità, a volte latenti, sia educative che relazionali fondamentali per la costruzione di un rapporto positivo sia con i figli ma anche con se stessi. Una buona educazione familiare offre dunque ai genitori diversi spazi di confronto e crescita che permettono loro di trovare o riscoprire il proprio equilibrio sia personale che coniugale. Per tali motivi il progetto proposto dal Consultorio Familiare mira al raggiungimento di obiettivi specifici quali: accrescere la capacità dei genitori di osservare il comportamento dei propri figli; sviluppare abilità educative che aiutino i genitori a comunicare emozionalmente con i propri figli; aumentare nei genitori la fiducia delle proprie capacità; creare una collaborazione fra scuola e famiglia, tra genitori e docenti, attraverso un linguaggio educativo condiviso; consolidare un processo relazionale autorevole e incoraggiante con i figli. La metodologia utilizzata è quella del “laboratorio di formazione e di condivisione” che prevede la creazione di uno spazio dove i genitori, in un clima rassicurante, possono interrogarsi sulle proprie responsabilità, riconoscere le proprie esperienze e condividerle con gli altri, valorizzare il loro ruolo educativo, ritrovare fiducia e stima in se stessi e negli altri. Il cammino formativo del laboratorio prevede quindi una serie di incontri, sia teorici che l’esame di esperienze vissute, che riguardano la discussione di alcuni temi tra i quali: Il legame genitori-figlio; Il dialogo e l’ascolto in famiglia; Relazione di coppia e relazione con i figli. Il Consultorio Familiare Diocesano “La Famiglia” di Ugento intende realizzare corsi di formazione a sostegno della genitorialità partendo da un’analisi sui problemi adolescenziali come fenomeni di comportamento a rischio, di bullismo, di bulimia, di anoressia, e di tante forme di dipendenza. Per tali ragioni, a volte i genitori che si sentono incapaci ad affrontare queste fasi, in cui i figli crescono, avvertono la necessità di essere guidati e supportati e dunque aiutati a non sentirsi impreparati nella gestione del cambiamento dei propri figli. Partendo da questo presupposto il Consultorio familiare di Ugento ha elaborato un progetto che mira al raggiungimento di diversi obiettivi: accrescere la capacità dei genitori di osservare il comportamento dei propri figli e di dare risposte adeguate ai loro bisogni, accompagnandoli nel loro processo di crescita; sviluppare abilità educative che aiutino i genitori: a sapersi relazionare e comunicare coi i propri figli; a saper accompagnare il figlio nella costruzione della propria identità, affettiva e sessuale.; promuovere una collaborazione fattiva tra scuola e famiglia attraverso la condivisione di un comune “Progetto educativo”. Per il raggiungimento di tali obiettivi gli adulti vengono coinvolti in una esperienza di tipo laboratoriale.

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