Acas. Appoggio a Fabbiano ma non impegno diretto

L’associazione dei commercianti marca una posizione neutrale sulle Amministrative, ma lascia intatti i dubbi sollevati dai “dissidenti” sulla posizione del presidente

“Dopo aver ascoltato i nostri iscritti e dopo un’ampia ed approfondita discussione interna, l’Acas ha deciso di non avere un ruolo diretto nella prossima competizione elettorale ma guarderà con favore ai commercianti e agli artigiani di Casarano che condividono il nostro progetto e che vorranno direttamente impegnarsi come candidati alle elezioni del 6 e 7 giugno 2009”. Un comunicato stampa del direttivo dell’associazione dei commercianti tenta di mettere fine alle polemiche interne che hanno caratterizzato questa travagliata vigilia di campagna elettorale. L’Acas, infatti, marca una posizione neutrale, ma lascia intatti i dubbi sollevati dai “dissidenti” sulla posizione del presidente, Antonio Fabbiano. La nota, se da un lato precisa che non sarà allestita una lista che fa diretto riferimento all’associazione, dall’altro però non chiarisce se Fabbiano, in caso di candidatura in una lista a sostegno del candidato di centro-destra, darà le dimissioni dall’incarico. Era questa l’altra condizione posta dai “dissidenti” per chiudere il caso, in particolare da Claudio Aleotti, che ha iniziato (e, in attesa di sviluppi, momentaneamente sospeso) una petizione tra i soci proprio per esprimere dissenso sull’iniziativa di Fabbiano a prendere parte alle elezioni senza prima rimettere il mandato da presidente. Su questa linea anche Alberto Pignari, commerciante iscritto all’Acas, vicino al movimento “Italia dei Valori”. L’attività e l’azione politica “resta impregiudicata per ciascuno dei componenti – sostiene Pignari – ma non può assolutamente identificarsi direttamente in tale sigla associativa, soprattutto in nome e per conto del solo presidente che gode di mandato rappresentativo non certamente politico. Fabbiano può, in termini di schieramento da scegliere, dirigere la propria scialuppa e non l’intera nave nella rotta che ritiene. Può esercitare il suo credo politico – conclude il commerciante – negli stessi termini e condotta di quanti, altri, hanno liberamente scelto. Cavalchi il suo quadrupede ma non cerchi di cavalcare, a suo solo vantaggio, le aspirazioni e i desideri della categoria”. La nota del Direttivo dell’Acas è anche una riflessione sul settore e una dura critica nei confronti dell’amministrazione uscente. “Come Acas giudichiamo assolutamente insufficiente l’attenzione riservata a questo settore da chi ha fino ad ora amministrato Casarano – recita la nota –; inadeguate le risposte e le azioni messe in atto e, soprattutto, totalmente assente una vera collaborazione tra Acas e i competenti organi comunali”. Nella nota, inoltre, l’associazione delinea sinteticamente il suo progetto di rilancio del settore. “La competizione commerciale – sostiene l’Acas – oggi si fonda sulla capacità di un territorio di fare sistema, di mettere cioè insieme pubblico e privato, Amministrazione e imprese, per dare forza ed attrattiva commerciale ad una città. Occorre pertanto, da un alto, che la pubblica amministrazione di Casarano lavori per dotare il territorio comunale di tutte quelle infrastrutture e di quei servizi indispensabili a renderla una Città aperta e attrezzata; dall’altro, occorre che le imprese commerciali ed artigiane siano sempre attente e pronte alle sfide del mercato in uno sforzo continuo di rinnovamento e di crescita. Ma perché si possa realmente parlare di Sistema Commerciale Casarano – conclude la nota – è indispensabile che tra questi due soggetti vi sia una stretta, autentica e leale collaborazione affinché a competere sia appunto il sistema nel suo complesso e non i singoli componenti di esso”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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