Là, dove c’era la Copersalento

Il sostegno degli ambientalisti all’idea del movimento presieduto da Caroppo

Un parco verde al posto della Copersalento, come monumento del trionfo del diritto alla salute e di una nuova politica del territorio attenta all’ambiente. E’ la proposta del movimento “La Rinascita del Salento”

Nel clima politico acceso intorno all’emergenza Copersalento, “fabbrica di morte e veleni”, e mentre nel bacino Ato/Le2 una nuova emergenza spazzatura ripropone in chiave critica il tema del ciclo dei rifiuti, il movimento per “La Rinascita del Salento” presenta una proposta che sta trovando il sostegno di numerose associazioni ambientaliste e culturali e di politici di ogni schieramento: la realizzazione di un grande parco verde al posto della Copersalento dopo la sua improcrastinabile dismissione e bonifica, come vivo monumento del trionfo del diritto alla salute e di una nuova politica del territorio attenta all’ambiente. “Temo manovre strumentalizzanti – ha detto Oreste Caroppo, coordinatore del movimento – in questa nuova pseudo-emergenza rifiuti nell’Ato/Le2, proprio nell’area di bacino dove qualcuno trama per trasformare la Copersalento in un imponente termovalorizzatore. L’ennesima speculazione, oggi ammantata del luccichio della modernità, fatta ai danni della salute dei cittadini, che nel penoso teatrino dei manifesti di una politichetta, tanto di destra quanto di sinistra, degna dei banchi delle elementari, vede comparire sulle facciate dei muri della città di Maglie, slogan inneggianti alla volontà di sostituire quel nefasto inceneritore con un ben più potente termovalorizzatore. Un’offesa all’intelletto umano – ha continuato Caroppo – e all’originario livello culturale della splendida, un tempo, città di Maglie, propinare ai cittadini un futuro tanto tossico e nocivo come un’opportunità da non mancare! E’ ormai morto l’amore per il bello, in questa città. Si vuole Maglie come Acerra, dopo che la si è fatta scendere al pari della povera Seveso. Vorrei sentir parlare di un parco verde con alberi e fontane, al posto della Copersalento, a monumento della capacità dei magliesi di risollevare il capo nella sventura, invece ancora si trama per fare sprofondare questo importante e rappresentativo centro nelle pagine più buie della sua storia”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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