“Non raccolgo inviti dal meno credibile dei suggeritori”

Il sindaco Perrone replica alle accuse di Antonio Rotundo

Paolo Perrone replica alle accuse di Antonio Rotundo, leader dell’opposizione a Palazzo Carafa

“Sarà il Consiglio comunale a dimostrare ad Antonio Rotundo che la maggioranza esiste e che la città non è in balia di se stessa”. Con queste parole il sindaco Paolo Perrone replica alle dichiarazioni del capo dell’opposizione a Palazzo Carafa Antonio Rotundo. “In ogni caso – continua il primo cittadino – non hanno molto peso le accuse di uno che non ha mai dimostrato di esercitare la buona pratica della coerenza. Rotundo utilizza oggi espressioni quali “ribaltone” o “campagna acquisti” quando la storia racconta che lui fu tra quei parlamentari che, nel 1998 dopo la caduta del Governo Prodi, votarono la fiducia al Governo D’Alema, sostenuto dai voti degli uomini dell’Udeur di Cossiga e Mastella e del Cdu di Buttiglione, tutti eletti con il centrodestra. E per restare alle cose di casa nostra, Rotundo è quello che in campagna elettorale voleva salvare la Lupiae ed i suoi lavoratori e poi in Consiglio ha votato contro la ricapitalizzazione e quindi per il suo fallimento. Ed ancora Rotundo è quello che dopo essersi reso conto della impopolarità della sua iniziale posizione favorevole alle biomasse (sancita nelle sedute del Consiglio comunale dell’8 e del 19 maggio 2008), si è successivamente dichiarato contrario. Infine Rotundo è quello delle plateali difese dei pini pericolanti di via Braccio Martello in campagna elettorale e che dopo la tragedia di via Adua ha invitato l’amministrazione comunale proprio alla rimozione di tutti i pini. Nessuno crederà mai a Rotundo quando parla di “degrado politico e morale” se il suo atteggiamento oscilla tendenzialmente e puntualmente tra la scarsa coerenza e la schizofrenia, quando non tracima addirittura nella calunnia e nella diffamazione, come dimostrato dalla vicenda Iskenia di cui lui dovrà rispondere davanti alla legge per le accuse nei miei confronti in campagna elettorale. Probabilmente il fatto di vivere ormai ai margini del suo stesso Partito spinge Rotundo ad assumere tale “vivace” atteggiamento, pur consapevole che io non ho fatto altro che accettare la disponibilità di consiglieri comunali che sono stanchi della chiusura dimostrata nei loro confronti dal centrosinistra o della incapacità della sua leadership, se non persino onesti nell’apprezzare gli sforzi dell’amministrazione comunale per la città. Questo stato di fatto dovrebbe portare lui piuttosto a farsi un severo esame di coscienza. In una fase di crisi generale e con una eredità non certo facile da gestire (con i noti problemi di Bilancio o quelli ambientali) – conclude il sindaco Paolo Perrone – Rotundo sappia che il Sindaco resterà alla guida dell’amministrazione comunale fino a quando avrà le garanzie di una maggioranza coesa e unita sulla condivisione di un programma, nonché legata all’affetto e alla fiducia dei leccesi. Nel momento in cui mancheranno queste condizioni il Sindaco sarà il primo a farsi da parte, ma certo non a seguito degli inviti del meno credibile dei suggeritori”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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