Un appello ai parlamentari leccesi

Si chiedono cure per gli indigenti

Laici e missionari comboniani di Lecce lanciano un appello ai parlamentari leccesi perchè non siano calpestati i principi della solidarietà: “Cure per gli indigenti”

“Noi laici e missionari comboniani di Lecce ci rivolgiamo a Voi Senatori, Deputati, Ministri e Vice Ministri eletti nella nostra comune terra salentina nota per l’accoglienza, la solidarietà e la civiltà millenaria: non lasciate calpestare dal Parlamento Italiano l’articolo 32 della nostra costituzione – “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”- non lasciate che i medici siano costretti a decidere se violare il loro codice deontologico o una legge della Repubblica Italiana -“Il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri riunito in Roma in data 20 e 21.02.09, esprime viva preoccupazione e forte dissenso per i contenuti del disegno di legge approvato dal Senato il 5 Febbraio e in discussione alla Camera, che abroga il divieto di denuncia da parte del medico, degli immigrati irregolari in occasione di prestazioni sanitarie.” Si legge in un appello dei laici e missionari camboniani leccesi ai parlamentari. “Evidenzia come tale procedura sia in netto contrasto con i principi della deontologia medica, espressi in particolare dal Giuramento Professionale e dall’Art. 3 del codice deontologico, che impongono ai medici di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all’etnia, alla religione, al genere, all’ideologia, di mantenere il segreto professionale e di seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della Professione” – non lasciate che uomini, donne e bambini muoiano per paura di essere denunciati dagli ospedalieri italiani – “Ad ogni bambino va garantito… Il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche Art. 4 della dichiarazione dei diritti del bambini (approvata dall’ONU il 20 novembre 1959)” – non permettete che il parlamento italiano vari un articolo di legge così disumano obbligandoci a diventare cattivi cittadini perché staremo tutti sempre dalla parte dei più deboli (immigrati). – prosegue la nota -Facciamo appello dunque alla vostra coscienza di donne e uomini italiani e salentini. Siamo certi che tra i principi e i pilastri etici troveremo l’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana e l’art 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e siamo convinti che gli interessi di parte non prevarranno sui vostri valori umani.” “Sappiate però che vigileremo sul vostro operato e se, in un qualunque modo, avrete fatto tacere la vostra coscienza, allora in ogni modo, in ogni forma, in ogni momento pacificamente non ci stancheremo mai di ricordarvi la vostra colpevole incoerenza. – prosegue la nota – Come uomini e donne di fede non possiamo non urlare che le leggi degli uomini devono essere osservate solo quando sono giuste, cioè quando sono la forza del debole. Quando invece sono ingiuste, cioè quando sanzionano il sopruso del forte, bisognerà battersi in forma democratica e nonviolenta perché siano cambiate. Se occorrerà saremo pronti a violare la legge cattiva che è contro la nostra coscienza di cattolici e di accettare la pena che essa prevede. Diciamo questo perché la dottrina della Chiesa sottolinea con forza il primato della legge di Dio sulla legge degli uomini – “Se le autorità politiche comanderanno qualcosa di iniquo non sono assolutamente da ascoltare. Nello spiegare questa cosa al popolo il parroco faccia notare che premio grande e proporzionato è riservato in cielo a coloro che obbediscono a questo precetto divino” (Concilio di Trento) – dunque se occorrerà saremo tutti obiettori.

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