Mafia, politica, ambiente: un’impresa in attivo

I principali processi, la connivenza tra Pubblica amministrazione e mafia, il traffico illecito di rifiuti, l’indifferenza dei Comuni, l’inesistenza dei controlli, l’inadeguatezza dell’ordinamento giuridico

L’inadeguatezza delle norme che in tema di ambiente prevedono un solo strumento, l’articolo 53 bis (traffico illecito di rifiuti) attraverso il quale incardinare il reato penale, altrimenti tutto si riduce ad un’ammenda pecuniaria. Quando non alla prescrizione

Elsa Valeria Mignone, sostituto procuratore della Repubblica presso la DDA (dipartimento distrettuale antimafia) ci accoglie nel suo piccolo ufficio al secondo piano della Procura di Lecce, in fondo a sinistra sempre dritto, alla fine di un corridoio dove armadi e pavimenti traboccano di fascicoli. La stanza di cinque metri per cinque (a dir molto) è sgombra di mobilio, se non fosse per l’indispensabile: una scrivania, due sedie poste di fronte, due armadi, pc. Ma sono elementi di arredo che quasi non si notano, perché sommersi dai faldoni. Dietro i faldoni e dietro la scrivania, la sostituta procuratrice. Si alza e ci porge la mano, sorridente. Minuta, anzi, piccola piccola, dall’aspetto fragile e dal fisico scattante e nervoso, è disarmante nella trasparenza con cui dice quello che pensa. E’ il suo coraggio, che è disarmante. Tanto che spesso durante la registrazione, le ricorderemo: guardi che stiamo registrando, questo lo scriviamo. E lei, ferma: certo. (continua in edicola sul Tacco d'Italia di marzo)

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