E se mi diranno Tenco. Una storia di 40 anni fa

Nell'ambito di “Mi bonifico”

Coppula Tisa dedica questa serata alle donne e al loro impegno civile nella società. Sempre all'interno del progetto “Mi bonifico”, stasera alle ore 21.00 presso le Scuderie di Palazzo Gallone a Tricase uno spettacolo dedicato alla vicenda di Luigi Tenco

Lo spettacolo “E se mi diranno…Tenco. Una storia di 40 anni fa” si terrà a Palazzo Gallone di Tricase, stasera alle ore 21.00. Uno degli stralci più intensi della storia della musica italiana: quella legata alla vicenda di Luigi Tenco. “Lo abbiamo voluto come dono alle donne che lavorano per rendere quotidianamente questa terra più vera, più dignitosa, ricordandoci che la ‘Bellezza’ delle piccole cose è una conquista che non possiamo smarrire- sottolinea Edoardo Winspeare, promotore di Coppula Tisa-. Ci sono ‘lucertole’ instancabili nel rimboccarsi le maniche a difesa della Bellezza del Salento, sempre in prima linea nel voler fare senza tirarsi mai indietro. Anche nell’impegno contro lo scempio delle discariche abusive stanno dimostrando tutto il loro valore indispensabile”. E già, mancano solo due settimane alla bonifica della prima delle 121 discariche abusive tricasine. Si terrà il prossimo 21 marzo, giorno d’inizio primavera e XIV “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, che proprio quest’anno ha come tema “L’etica libera la Bellezza”. La vicinanza con il messaggio promosso da Coppula Tisa nella campagna “La Bellezza non si Rifiuta” è assolutamente significativa. Intanto, continuano gli eventi straordinari della rassegna “Mi Bonifico”, per la raccolta fondi destinata alla bonifica dei depositi incontrollati di rifiuti. Attesissimo lo spettacolo di domenica 8 marzo, “E se mi diranno….Tenco. Una storia di 40 anni fa”, ispirato alla vita ed al pensiero artistico- musicale del cantautore genovese. Regista ed attore è il molfettese Giulio Bufo, formatosi con i grandi maestri Carlo Bruni, Lello Tedeschi, Marcello Sambati e già al fianco del francese Miloud Oukli (candidato al Nobel per la Pace), oltre che degli attori Salvatore Marci, Michele Santeramo, Michele Sinisi, Ninni Vernola, Ivan Dario Buono. Lo spettacolo di teatro-musica, con inizio alle ore 21, sbarca per la prima volta nel Salento per portare in scena gli ultimi momenti di vita di Luigi Tenco, nel camerino del Festival di Sanremo ‘67. Bufo entra in scena narrando con voce ferma, in una scenografia essenziale ma significativa, sull’immaginario palco di Sanremo. “Gli dicono di sorridere- spiega l’autore- ma che ne sanno loro di cosa c’è da sorridere. Tenco deve cantare ‘Ciao amore Ciao’ e non una marcetta. È tutto un movimento nervoso, quasi isterico, beffardo. Lui esce di scena, lasciando spazio alla voce di Fabrizio De André che riempie la sala commossa. Si narra qui del rapporto con il pubblico dell’epoca, troppo poco interessato alle dinamiche della canzone di Tenco e più incline al particolare superfluo. Il testo è una riflessione ancora attuale sull’arte, sulla musica, sulla società, sulla politica, sull’amore”. Giulio Bufo porta in scena, con le musiche di Roberto D’Elia, un recital sentito e istintivo, il cui filo conduttore non è altro che la vicenda personale del giovane cantautore che rivive in un narrato veloce e mai retorico, con ampio spazio lasciato al cantato di Bufo, ma anche all’inconfondibile voce di Tenco stesso.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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