Il vero volto della Bit

Chi si immagina una fiera nel vero senso della parola rimane un po’ deluso

Chi si immagina una fiera nel vero senso della parola rimane un po’ deluso. Ecco a voi il vero volto della Bit

La BIT occupa solo un quarto dell’immenso quartiere fieristico di Milano. Dopo chilometri di corridoi si arriva nei padiglioni dedicati agli stand italiani e internazionali. Il Salento occupa uno spazio grande all’incirca come quello degli Stati Uniti. Potenza di una manifestazione dove in poche decine di metri si attraversano i continenti dal Canada al Cile, dall’Australia al Sudafrica fino alla Palestina: Israele è nel padiglione affianco, tra gli europei, perché anche le guerre, purtroppo, non conoscono confini. Molte nostre località hanno persino il loro spazio dedicato. Chi si immagina una fiera nel vero senso della parola rimane un po’ deluso. I veri protagonisti sono gli operatori del settore e della stampa specializzata. Solo in ultima analisi gli espositori si dedicano ai semplici visitatori: molto meglio concludere un accordo con un importante tour operator o guadagnarsi una buona recensione su una rivista di settore. A leggere le cronache locali lo stand salentino dovrebbe essere preso letteralmente d’assalto da migliaia di operatori. Invece sabato pomeriggio, giorno nel quale da sempre si concentra il più alto numero di presenze durante le esposizioni, la gente è poca e, soprattutto, scarsamente interessata. Il cameraman di un’emittente locale cerca di catturare qualche immagine di visitatori intenti a chiedere informazioni. La giornalista scruta quale potrebbe essere lo scorcio meno desolato per fare da sfondo alla diretta con il tg. Il direttore in missione di un’altra tv locale è troppo intento a gustare trippa e lampascioni, gentilmente offerti dalle istituzioni salentine ai “visitatori”, per seguire la conferenza stampa di assessori provinciali e regionali che sta per iniziare nell’apposito spazio allestito per gli incontri con i media. E a dir la verità una delle conferenze programmate salta pure, non si capisce bene per quale motivo. La successiva, invece, si tiene regolarmente nonostante le scarsissime presenze di pubblico e giornalisti. L’unico spazio dove si concentrano le poche decine di visitatori è quello dove tre cuochi professionisti, indossando un microfono ad archetto, illustrano come si preparano tipici piatti della nostra provincia. Eppure giornali e tv locali si erano sprecati in lodi per “Il Salento che sbanca la BIT” come titolavano alcuni quotidiani. Di gente ne girava poca anche negli altri stand, probabilmente perché i tempi non sono di quelli che favoriscono il turismo. Ma forse sarebbe stato più onesto prendere atto delle difficoltà e commentare lo sforzo delle istituzioni nel tentare di attrarre quanti più visitatori possibile invece che dipingere situazioni irreali.

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