Il perfetto colloquio di lavoro: istruzioni per l’uso

La formazione è una condizione necessaria ma non sufficiente per trovare lavoro

Intervento della d.ssa Lucia Vincenti, Direttore Scuola di Formazione manageriale Aforisma

E' iniziato questa mattina a Lecce il Job Meeting & Trovalavoro.it Network. Come scuola di formazione manageriale ci siamo posti il problema di come parlare di orientamento in un contesto nel quale il problema non è tanto scegliere un’occupazione quanto trovarla. Eppure restiamo convinti che è proprio quando infuria la crisi che occorre investire su se stessi e prepararsi adeguatamente al “lavoro di cercare lavoro”. Per questo abbiamo scelto come tema di apertura dei workshop del Job Meeting l’importanza di orientare sé stessi. E’ intuitivo che un’eccellente formazione di base sia una condizione necessaria ma non sufficiente per trovare un lavoro adeguato alle nostre aspirazioni; al pari delle nostre doti caratteriali quali il problem solving, la disponibilità al lavoro di gruppo, la flessibilità o l’adattabilità. Specialmente per i profili medio-alti è indispensabile gestire al meglio tutte le fasi del colloquio di lavoro, il vero momento della verità nel quale dobbiamo dare il 100% di noi stessi e dimostrare al valutatore che siamo la persona giusta per quel determinato ruolo. E’ un banco di prova decisivo, quello del colloquio, cui è necessario affacciarsi con il massimo della consapevolezza e preparazione. Come nella vita del resto, i destini degli uomini si decidono in pochi istanti. Per conquistare il lavoro consigliamo pertanto di raccogliere informazioni sull’azienda, anticipare mentalmente tutte le domande più scontate, presentarsi ovviamente in modo appropriato (nel dubbio meglio un eccesso di eleganza che di informalità). Quanto meno informati sull’organizzazione e sul business dell’azienda nella quale si aspira ad entrare, tanto più anonima e sciapita sarà la discussione, che vi relegherà nella veste passiva dell’ascoltatore o vi esporrà a brutte figure. Uno degli obiettivi nel colloquio è di abbattere la distanza tra voi e il selezionatore, e di scrollarvi di dosso l’immagine di studente inesperto del mondo. Può essere utile porsi i quesiti: che cosa so fare bene? che cosa apprezzano gli altri del mio lavoro? di quali risultati sono davvero orgoglioso? Per gestire bene il colloquio è utile usare ogni domanda come prova che le proprie esperienze corrispondano al profilo cercato, cercando di non impiegare più di 2-3 minuti per ogni risposta. Errori da evitare: parlare male di precedenti esperienze professionali, parlare subito di compenso, gonfiare le proprie esperienze o inventarsi interessi culturali e hobby (c’è sempre il rischio di incappare in un vero appassionato). In un colloquio non sono solo le parole che contano: tutto il nostro corpo comunica. Ogni interlocutore, specialmente se abbiamo di fronte un professionista di selezione del personale, osserva la nostra comunicazione non verbale: i gesti, gli sguardi, il tono della voce confermano o smentiscono le nostre affermazioni e contribuiscono in maniera determinante a formare il giudizio su di noi. Presentatevi comunque tranquilli e sorridenti e non preoccupatevi se siete un po’ nervosi prima del colloquio. Ricordate che la tensione è un indispensabile meccanismo di difesa che consente di mobilitare e sfruttare al massimo tutte le proprie risorse. Animo, dunque. E mi raccomando la puntualità.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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