Rischio censura per “Chi l’ha visto?”

Era prevista per ieri, su “Chi l’ha visto?” in onda su Rai tre, la seconda puntata della ricostruzione dell’omicidio di Peppino Basile in cui si sarebbero dovute ripercorrere le varie piste di indagine con l’introduzione di alcuni importanti elementi di novità. La puntata prevedeva tra le altre le dichiarazioni di Bruno Colitti, imprenditore che si è autodenunciato indicando la presenza di rifiuti tossici nel sottosuolo della discarica di Ugento, di vari amici di Peppino Basile, del sindaco Eugenio Ozza e del direttore del Tacco d’Italia, Maria Luisa Mastrogiovanni. In particolare, l’intervista al direttore del Tacco riguardava la clamorosa scoperta realizzata dal nostro giornale dell’esistenza, nei pressi di Burgesi, di un centro di stoccaggio di rifiuti, di proprietà del Comune di Ugento, realizzato con fondi pubblici pari a 5 miliardi 300 milioni di lire e mai utilizzato, che oggi versa in stato di abbandono ed è completamente vandalizzato. Il direttore riferiva anche di un dettaglio inquietante relativo alle ultime ore di vita di Basile: nella sera in cui fu ucciso questi si era recato a fare un sopralluogo proprio presso il centro di stoccaggio del quale da pochi giorni aveva scoperto l’esistenza. La seconda puntata del servizio, che già aveva subito uno slittamento in quanto era prevista per lunedì scorso, era stata presentata dalla conduttrice Federica Sciarelli, che aveva dichiarato che sarebbe andata in onda ieri. Non si conoscono i motivi di questo “cambio di programma” ma si sospetta che sia arrivata la telefonata di un potente politico di livello nazionale vicino all’amministrazione di Ugento che abbia bloccato la messa in onda. Peppino Basile è scomodo anche da morto. Il Tacco d’Italia invita i frequentatori di questo forum e tutti i lettori del Tacco, a chiedere conto alla redazione di “Chi l’ha visto?” di perchè di questa censura, telefonando ai seguenti numeri: 06.3878 (centralino Rai): chiedere della redazione di “Chi l’ha visto?”; 06.8262: per lasciare un messaggio in segreteria. Intanto don Stefano Rocca, parroco di Ugento, attraverso il nostro quotidiano on line, dà seguito all’appello lanciato lo scorso sabato ai frequentatori dei nostri forum, invitandoli ad incontrarsi giovedì 26 febbraio alle ore 20, presso l’oratorio Don Bosco di Ugento. Il Tacco d’Italia sostiene il comitato “Io conto” e l’azione di don Stefano in favore della legalità non solo ad Ugento ma in tutto il Salento. All’appuntamento saranno presenti il direttore ed i giornalisti del Tacco.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno.In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!