L’ha ucciso lei. Ergastolo

Giunge a conclusione il processo per l’infermiera di Taurisano

La Corte d’Assise ha emesso ieri il suo verdetto. La responsabile della morte di Ettore Attanasio, di Taurisano, è proprio la moglie, Lucia Bartolomeo. Per lei una dura condanna: non i 22 anni richiesti dall’accusa, ma l’ergastolo

Non 22 anni, come l’accusa aveva chiesto. Ma l’ergastolo. E’ stata dura la condanna per Lucia Bartolomeo, l’infermiera di Taurisano accusata di aver ucciso il marito, Ettore Attanasio, iniettandogli dell’eroina (70 milligrammi, per la precisione) attraverso la flebo di ricostituenti. I fatti risalgono al maggio 2006. La donna avrebbe ucciso per avere campo libero con l’amante. Ma furono proprio gli sms inviati al cellulare dell’uomo a tradirla. Troppe indicazioni sullo stato di salute del marito. La Bartolomeo è rimasta apparentemente impassibile ieri, a conclusione della lettura del dispositivo della sentenza, avvenuta poco dopo le 21, da parte di Giacomo Conte, presidente ella Corte d’Assise. La sentenza è arrivata dopo circa cinque ore di camera di consiglio e dopo l’udienza della mattinata dedicata all’esame dei periti nominati lo scorso 8 gennaio. A quella data era infatti già sicuro che l’uomo avesse assunto eroina, ma non che fosse morto per questa ragione. Gli esperti, dell’istituto di medicina legale di Milano, hanno invece dimostrato che l’eroina assunta sia stata non meno di 70 milligrammi (circa tre volte la quantità media della dose di un tossicodipendente) e che sia bastata per uccidere. Intanto sono stati quantificati i danni da risarcire alla figlia, ai fratelli e alle sorelle di Attanasio, costituitisi parti civili: un milione e mezzo per la bambina; 450mila euro per gli altri.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!