Il piano anticrisi di Barack Obama

In USA è in atto una nuova era

Editoriale della d.ssa Francesca Vitali sull'impatto del nuovo presidente americano nell'economia mondiale

Guardando oltre oceano, vediamo che vi è in atto una nuova era: quella di Barack Obama sul quale vengono ormai riposte attese enormi e rinviate sfide importanti, vuoi per il suo carisma vuoi per il radicale cambiamento che vorrà mettere in atto. A parte il carisma, il neopresidente americano ha non solo incantato i più scettici ma, con la sua umiltà e semplicità e le sue elevate capacità oratorie, è riuscito a realizzare un sogno, rivendicando coloro i quali hanno da sempre creduto nei concetti delle “pari opportunità” e della “democrazia”. I discorsi pronunciati, in questi giorni, dal neopresidente americano, oltre a rievocare la storia dei suoi predecessori, hanno scosso l’animo di noi tutti in quanto improntati sull’onestà intellettuale, accompagnati da accenti di profonda realtà, dando il giusto peso alla portata di questa crisi e guardando con serenità alle complesse difficoltà che si dovranno affrontare. “E’ tempo di un nuovo inizio. Affronteremo le nuove sfide non con paura, ma con speranza” Dunque, da tali parole si desumerebbe che a vincere è sempre chi è pronto ai cambiamenti, chi crede nel futuro, chi ha la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, discorsi che solo i grandi leaders della nostra storia hanno portato avanti: ad esempio, il grande imprenditore THOMAS Edison, secondo il quale “il miglior modo per avere successo è non arrendersi mai”; oppure il motto di Benjamin Franklin secondo il quale non bisogna mai smettere di cambiare….Ma Il vero vincitore di questa crisi sarà colui che sarà in grado di vedere oltre, colui che riuscirà a trarre le giuste opportunità dal cambiamento che ogni crisi comporta. Barack Obama sembrerebbe, quindi, aver messo in atto un vero piano anticrisi ripartendo da dove ha avuto inizio la stessa crisi finanziaria, ossia dal crollo dei mutui subprime: il piano prevede una riduzione del costo dei mutui, contenendo la depressione del mercato mobiliare, e maggiori finanziamenti soprattutto alle piccole imprese. Il piano del Segretario al Tesoro Tim Geithner avanza l'ipotesi di dare vita alla cd. “bad bank” (banca cattiva), alla quale trasferire tutti gli asset (titoli) tossici ossia titoli “illiquidi” del sistema bancario sbloccando, sia pure in parte, il sistema del credito; tale modello sembrerebbe destare perplessità, non solo per la sua complessità ma anche per l’interrogativo che ci si pone: ossia, quale sarà il prezzo che una banca cattiva chiederà nel liberare i bilanci delle altre banche dagli asset tossici? Contestualmente il pacchetto stimoli che Barack Obama si appresta a mettere in atto, in tema di ambiente ed energie rinnovabili ai fini del risanamento dell’economia, rappresenta un processo di trasformazione epocale che alcuni studiosi definiscono come terza rivoluzione industriale. Questo percorso verso l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili ha come obiettivo quello di far sì che il popolo americano possa contribuire alla salvaguardia del pianeta dal riscaldamento globale, riducendo anche la dipendenza dal petrolio estero, sino all’ambizioso obiettivo di riconvertire l’industria automobilistica, creando, di conseguenza, dei nuovi posti di lavoro (green jobs). Come l’America è stata in grado di aprirsi ad una nuova era, tagliando con il passato, mi chiedo se l’Europa e, in particolare, l’Italia saranno in grado di sfruttare questo momento di crisi, pensando, in definitiva, che le difficoltà di oggi possono rappresentare le opportunità di domani…

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