Rifiuti S.p.A.

15 anni di anarchia chiamata emergenza; Burgesi, la discarica nata in “sanatoria”; il centro di stoccaggio fantasma; le acque sotto la monnezza; alla ricerca del cromo esavalente; il progetto Urano; l’intreccio politica-economia-criminalità in Puglia e in Salento gestisce il grande affare dei rifiuti. Dove sono in pochi a farci i soldi e tutti a rimetterci: l’ecomafia è qui

L’emergenza che il Salento ha vissuto in tema di rifiuti in queste ultime settimane rappresenta molto bene la difficoltà di un territorio nell’affrontare un trapasso. Il Salento, come l’intera Puglia, si trova ad un giro di boa molto difficoltoso. È il passaggio – alle sue ultime battute – da un regime straordinario, quello del commissariamento in materia ambientale e di gestione rifiuti, ad un sistema ordinario, civile, sotto il segno della legalità e del rispetto delle normative. Si può parlare di un vero e proprio momento storico per un’intera comunità che per molte questioni è assai lontana dai modelli della comunità più allargata a cui appartiene, quella europea. La storia degli ultimi quindici anni lo dimostra. Ancora oggi, nell’istante in cui scriviamo, in Salento esistono discariche tal quali in funzione, in attesa che tutti gli impianti per il trattamento dei rifiuti siano completati. (continua in edicola sul Tacco d’Italia di febbraio)

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