Il pm: “A processo in 23. Anche Limone e Tondo”

Concluse le indagini. Chiesto il rinvio a giudizio 23 dei 25 imputati

Abuso d'ufficio, peculato e voto di scambio. La Procura dovrà giudicare sull'operato del Comune ai tempi di Angelo Tondo, assessore all'Urbanistica, e dell'Università ai tempi di Oronzo Limone, rettore dell'Ateneo

“Processo per 23 dei 25 imputati”. L’ha chiesto Marco D’Agostino, pm del Tribunale di Lecce, a conclusione delle indagini sull’intreccio di interessi e scambi di favori tra Università e Comune di Lecce. Escono dal processo Antonia Tondo, 47 anni, sorella di Angelo Tondo, ex assessore al Comune di Lecce, e Maria Luce Erroi, 50 anni, di Cavallino. Vi restano figure di spicco come Oronzo Limone, ex rettore dell’Ateneo salentino, che si dimise quando scoppiò il caso, ed Angelo Tondo, appunto. E rischia di entrarci anche Giovanni Bruno, 53enne leccese, che all’epoca dei fatti era autista di Limone. Nell’avviso di garanzia che ha ricevuto ieri dalle mani dei carabinieri è accusato di aver raccontato falsità per farsi cancellare una multa per eccesso di velocità. La maxi-inchiesta riguarda vari episodi di corruzione, abuso, voto di scambio, abusi edilizi, acquisto di lampade, elettrodomestici, viaggi con i soldi pubblici sull’asse Comune e Università. Al gup Nicola Lariccia il compito di pronunciarsi in merito alle reali responsabilità degli imputati. I reati contestati sono di abuso d’ufficio per Limone, il figlio e quattro dipendenti; voto di scambio per Tondo, ma la sua posizione si è molto alleggerita; falso e abuso edilizio a Raffaele Attisani, dirigente del settore Urbanistica e per Piergiorgio Solombrino e Antonio Amato.

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