Lecce contro tutte le Gomorre

Per Saviano e con Saviano

Un'installazione lunga 35 metri su via Trinchese con su 43 volti che per nome e cognome fanno Saviano. L'iniziativa è Savianocontinua, partita da Milano e sbarcata ora a Lecce. I Saviano d'Italia si ribellano

Lecce è con Roberto Saviano, contro tutte le gomorre – anche culturali – che questo territorio ancora ospita. A dirlo è un’installazione lunga 35 metri che da questa mattina campeggia su via Trinchese all’altezza delle recinzioni di ristrutturazione del Teatro Apollo. Si tratta di 43 volti di uomini e donne che per cognome fanno tutti Saviano e che ti invitano a non dimenticare che in questo Paese – distratto per vocazione e dalla memoria corta – c’è ancora chi è costretto a pagare un prezzo altissimo per aver avuto il coraggio di ribellarsi alla logica asfittica e logorante della cultura mafiosa. L’iniziativa “Savianocontinua” è partita da Milano, dove nella centralissima via San Vincenzo sono stati affissi i volti di 52 persone. Lecce è la seconda tappa e l’obiettivo è quello di portare i Saviano d’Italia sui muri di tutte le città, anche nelle “zone critiche”, anche dove “non si dovrebbe”. Ebbene ricordare che Roberto Saviano oggi si trova a trascorrere una vita da recluso non per aver commesso un reato, ma per aver raccontato una parte di sé, della sua terra, della sua gente. Per aver messo a nudo non solo la “lontana” camorra partenopea, ma qualcosa di più profondo, che si trova nel Dna della bella e democratica (?) Italia e che tocca ognuno di noi: il pensiero mafioso della vita e la sua naturale legittimazione nelle cose di tutti i giorni. Inutile nascondersi, anche noi siamo coinvolti. E per non essere complici di questo sistema mafioso abbiamo il dovere di non dimenticare, di tenere viva l’attenzione. Anche i leccesi hanno le loro Gomorre da combattere. “Savianocontinua”, dunque, non è un’estemporanea d’arte. È una presa di coscienza collettiva: non solo una forma di solidarietà, ma una ribellione. Dobbiamo avere il coraggio di raccontare il marcio che circonda le nostre indifferenze. La camorra ci indigna. Ogni mafia ci indigna. Ciò che Saviano ci ha raccontato è andato sotto pelle e nell’anima. “Nessuno ormai, dopo Gomorra, può dire di non sapere, di non sospettare” (Franco Roberti). Nessuno ormai, dopo Gomorra, può continuare a comportarsi come se a fosse. Savianocontinua sta tornando per dire che non tutto il Paese è anestetizzato da una dieta mediatica fatta di “culi e veline, pianti degli amanti, situazioni fasulle” (Dario Fo).

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