La crisi e i vertici bancari in Italia: speriamo bene!

Storia di un divorzio consensuale

Banchieri Letterati, Filosofi e Psicologi: è tollerabile?

Come prevedibile, la lunga stagione di contrasti fra i due primi attori di Banca Intesa S. Paolo, il Consigliere Delegato Corrado Passera e il Direttore Generale Vicario Pietro Modiano, è sfociata nell'estromissione del secondo(divorzio consensuale, secondo la formula ufficiale) dal top management del più grande gruppo bancario italiano. L'uscita di Modiano è stata accompagnata dalla notizia della quasi certa ascesa di un altro manager interno, il Direttore Generale Francesco Micheli, attualmente Capo del Personale, al quale, nei prossimi gioni, dovrebbe essere assegnata anche la responsabilità delle attività retail, in cui rientra la riorganizzazione della Banca dei Territori, uno dei passaggi chiave del nuovo piano strategico del Gruppo previsto per il 2009. Orbene, appare davvero sorprendente e sconcertante, per non usare un altro termine, che compiti così delicati siano messi nelle mani del signor Micheli, il quale, poco o niente sa di concreta gestione di banca, di affari, di rapporti con i clienti (territorio). Difatti, con la sua brava laurea in Lettere o Filosofia o Psicologia o roba similare, negli ultimi venti anni, egli ha rivestito soprattutto la figura di “esodatore” o tagliatore di teste, prima nel Banco di Sardegna e poi nella Banca di Roma, giungendo infine alla gestione delle risorse umane in Comit. Domanda: come è possibile, e tollerabile, che, in tempi di gravissima crisi, si continui a scegliere siffatto genere di “banchieri”? Non basta la presenza, in Mediobanca, di un certo signor Geronzi? Rocco Boccadamo

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