Mareggiata. Castro chiede la calamità naturale

L'appello del sindaco

Rase al suolo dalle onde zona porto e zona Zinzulusa, anche il lungomare ha riprotato ingenti danni in seguito alle violente mareggiate dei giorni scorsi. Luigi Carrozzo, sindaco di Castro, ha chiesto alla Regione di dichiarare lo stato di calamità naturale

“Lo vedi quell’albero di pino lassù, sopra punta Mucurune? – indica col dito Giovanni De Santis, anziano pescatore del luogo -; ecco, quello è il punto più elevato in cui le onde sono andate a schiantarsi, saranno state alte 25-30 metri. In ottant’anni di vita, devo ammetterlo, non ho mai visto una cosa simile”. A quasi una settimana dalla spaventosa mareggiata, e dalla perturbazione atmosferica di cui è stato vittima tutto l’entroterra salentino, Castro conta i danni e non sa ancora quando e in che modo leccarsi le ferite, dal momento che – basta farsi un giro lungo la costa – l’entità del disastro ammonta ad “alcuni milioni di euro”. Il sindaco Luigi Carrozzo l’altro giorno ha inoltrato una richiesta alla Regione per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e al Genio civile di Lecce affinché calcoli l’esatta quantità del danno. Lo scenario che si presentava ieri mattina davanti agli occhi dell’osservatore era impressionante. Adagiate sulla banchina del porto nuovo, una quindicina di barche dei pescatori affondate dalla tempesta, sfasciate alla chiglia e alle fiancate forse a causa dei colpi assestati a vicenda durante il continuo scuotimento. Poco più lontano, sul molo esterno, un’altra visione avvilente: blocchi di cemento e di pietra frangiflutti letteralmente sballottati qua e là, alcuni divorati del tutto dal mare. Giovanni De Santis ci racconta che l’acqua per un giorno e una notte intera non ha lasciato in pace un solo secondo l’area portuale, sia la parte nuova sia quella vecchia. Ha sommerso per ore e ore la darsena, spingendosi addirittura fin quasi a lambire la salita che porta al centro abitato della marina. A farne le spese è stata anche la zona intorno a Grotta Zinzulusa, dove la forza delle onde ha spazzato via la pavimentazione della piscina, in concessione al Comune, e alcuni massi presenti sulla scogliera. Si è trattato di un mostro d’acqua che è andato ad intaccare persino la veranda coperta situata all’ingresso del ristorante vicino e ad inghiottire una decina di metri della passerella in cemento della Grotta, luogo d’attrazione per eccellenza di Castro. “Un guaio – tremano ora gli operatori turistici – perché adesso l’accesso è vietato e chissà quanto tempo ci vorrà per ripristinare tutto”. E così, rase al suolo zona porto e zona Zinzulusa, non poteva mancare il resto del lungomare, cioè “Punta Sorgenti” e “Argentiera”. In particolare su quest’ultima del camminamento lungo gli scogli, pavimentato di recente, rimane solo un cumulo di sassi. Un paesaggio desolato e agghiacciante, che lascia presagire per il futuro un intenso e faticoso lavoro di ricostruzione- “Faccio appello alla Regione Puglia, affinché in tempi brevi definisca la nostra pratica – dice il sindaco Carrozzo – la marina e l’intera costa devono assolutamente essere risollevate da questa mareggiata che non ha precedenti nella storia del paese”.

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