Parentopoli e nepotismi in Cgil

Un’ispezione da Roma porterà (forse) vento di rinnovamento: giovani e donne

E’ stato inviato un ispettore dal segretario nazionale Panini: ai vertici della Cgil vengono contestate le assunzioni di figli e figlie, anche per tenere aperte sedi fantasma. Papà e figli anche nel comitato direttivo

La Cgil salentina a partire dal 2009 cambierà volto. Non sarà più Biagio Malorgio a guidarla, il segretario provinciale che in questi ultimi otto anni si è seduto sui tavoli più dolorosi, quelli su cui ha visto sfilare le cause e le conseguenze della crisi nera del Tac, ma anche su quelli più entusiasmanti, immaginiamo, relativi a tutte le azioni di governance e di concertazione in cui parti sociali ed enti locali hanno pianificato l’immediato futuro. Insieme al segretario organizzativo Salvatore Imperiale, Malorgio da giugno 2008 è in prorogatio. Il suo mandato è scaduto: non è più rieleggibile ma lo attende una meritata promozione alla segreteria regionale. A febbraio scadono anche gli incarichi di Antonella Perrone in qualità di responsabile del mercato del lavoro e di Giorgio Cotardo, segretario dei rapporti con l’industria. Questi quattro dirigenti costituiscono il “quadrumvirato” della Cgil (tecnicamente si chiamano “Confederazione”). Fuori Malorgio, il nome del prossimo segretario provinciale sarà fatto dalla segreteria regionale (il “centro regolatore”) dopo aver svolto la consultazione dei componenti il Comitato direttivo della “Confederazione” – Cgil di Lecce (come detto, l’organo di governo principale del sindacato), tra i tre del “quadrumvirato” o pescando nel gruppo dirigente di Lecce o nella struttura regionale e nazionale. (Continua in edicola sul Tacco d'Italia di dicembre)

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