Spongano. I cittadini contro le antenne

Il piano di localizzazione finisce in Prefettura

L’amministrazione comunale non avrebbe coinvolto i cittadini nella decisione ed inoltre non avrebbe tenuto conto dei rischi ambientali. Il “Comitato cittadino per la Tutela e Salvaguardia del Territorio” si rivolge al prefetto

Il piano di localizzazione degli insediamenti di stazioni radiomobili, appena approvato dal Consiglio comunale di Spongano, arriva sul tavolo del prefetto di Lecce. A chiedere l’esame delle deliberazioni e del carteggio istruttorio è stato l’altro giorno il “Comitato Cittadino per la Tutela e Salvaguardia del Territorio”, costituitosi nell’estate scorsa, con una lettera indirizzata anche al sindaco, all’assessore all’ambiente, al responsabile del procedimento amministrativo e al difensore civico del Comune. I firmatari appartenenti al Comitato, in particolare, ravvisano diverse “irregolarità” nella fase istruttoria che è sfociata poi nell’adozione del piano di localizzazione (le aree individuate sono zona cimitero e località “Pascariti”) in merito alla mancanza di “spazi concertativi riservati al confronto con i cittadini, gli operatori, le organizzazioni sindacali, le associazioni ambientaliste, al fine di valutare l’idoneità dei potenziali siti sotto il profilo tecnico”, al non rispetto delle distanze minime (500 metri) per l’ubicazione delle antenne, misurate “a partire dalla perimetrazione dell’area individuata per la collocazione di impianti e reti di comunicazione e telecomunicazione”, all’utilizzo da parte dell’amministrazione di una planimetria “risalente a non meno di trent’anni fa”, alla mancanza dell’avviso sull’albo pretorio del Comune interessato, sul bollettino Ufficiale della Regione Puglia e su almeno due quotidiani a carattere regionale della richiesta inoltrata da Vodafone/Omnitel “di parere tecnico preventivo all’Arpa”. Sono questi i principali punti critici su cui il Comitato chiede al prefetto non solo chiarezza (diffidando l’amministrazione a “mettere in atto ulteriori iniziative nelle more della conclusione dell’iter previsto”) ma anche “la modifica della delibera del Consiglio comunale n. 26 del 2008 nella parte inerente la localizzazione dei siti oggetto dell’installazione degli impianti”.

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