Una zona franca a Lecce

La soddisfazione del sindaco Perrone e della vicesindaca Poli Bortone

Esenzione dalle imposte sui redditi per cinque anni, dall’Irap, dall’Ici e dal versamento dei contributi previdenziali. La zona 167A del Comune di Lecce (rioni San Sabino e Stadio) è stata individuata quale zona franca

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ed il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) hanno individuato nell’ambito territoriale del Comune di Lecce una delle 22 Zone Franche Urbane (tre in Puglia), cioè zone urbane destinatarie di incentivi ed agevolazioni fiscali e previdenziali a favore di nuove attività economiche, soprattutto piccole e micro imprese costituite a partire dall’1 gennaio 2008. Le Zone Franche Urbane sono previste dai commi 340 e seguenti dell’art. n. 1 della Legge 296/2006 (come modificati dalla Legge 244/2007). Le agevolazioni consistono, tra l’altro, nell’esenzione delle imposte sui redditi per cinque anni, nell’esenzione dall’Irap, nell’esenzione dall’Ici e nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali. L’ambito territoriale interessato è quello della Zona 167A ed in particolare dei rioni San Sabino e Stadio, compreso esattamente nel perimetro già individuato per i Contratti di Quartiere. “Credo che questa notizia – afferma con soddisfazione Paolo Perrone, sindaco della città – ci consenta di completare definitivamente una pagina di storia della città. Un lavoro strategico complessivo e le recentissime novità sui Contratti di Quartiere e sulle Zone Franche sono gli strumenti che permettono di far voltare pagina alla periferia della città di Lecce. Se i Contratti di Quartiere sono il contenitore, le Zone Franche sono il contenuto, in un discorso complessivo di felici politiche per il territorio urbano. Grazie a questi incentivi ed a queste agevolazioni possiamo disporre di uno straordinario mezzo di rigenerazione socio-economica di zone difficili e che nel nostro caso riguardano circa 25 mila abitanti, cioè un quarto della popolazione leccese complessiva”. “Siamo enormemente soddisfatti – aggiunge Adriana Poli Bortone, vicesindaca – la periferia di Lecce non sarà mai più un’area depressa. Senza mezzi termini, è giusto dire che si chiude un’epoca per la periferia, o meglio se ne apre un’altra sulla strada dello sviluppo e della crescita. Peraltro, mi pare che Lecce ormai sia un esempio in Italia per le buone prassi amministrative. La concorrenza è stata molto agguerrita ed il tempo a disposizione dei nostri uffici è stato molto esiguo. Ma anche in questo caso siamo riusciti a fare nostra una opportunità molto importante”.

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