Emergenza ambiente Nardò-Galatone. Sel provinciale è con i circoli

Lecce. Il Coordinamento provinciale di Sel condivide le perplessità dei circoli cittadini sul modo di affrontare l’allarme adottato dalle Amministrazioni

NARDO’ – Allarme ecologico a Nardò e Galatone? Il Coordinamento provinciale di Sel condivide le perplessità dei circoli cittadini di Galatone e Nardò, in merito a come le rispettive amministrazioni stanno affrontando le questioni ambientali che riguardano il territorio dei due Comuni e la salute delle popolazioni. La centrale a biogas, la discarica di amianto, la discarica di Castellino, richiedono, secondo Sel Lecce, interventi caratterizzati da una piena condivisione tra i due governi cittadini e da percorsi decisionali trasparenti e condivisi. “E’ impensabile – si legge in una nota del coordinamento provinciale – pensare di risolvere questioni così complesse e cruciali per le comunità, le loro vocazioni specifiche e possibilità di sviluppo, con iniziative autonome ed isolate”. Il Coordinamento ha fatto sapere di condividere le richieste dei Circoli di sancire un accordo programmatico d’intesa tra i due Comuni in base al quale scelte determinanti per territorio, ambiente e salute pubblica vengano prese sempre attraverso un processo di condivisione da entrambe le Amministrazioni, con un’adeguata trasparenza e coinvolgimento, durante l’iter decisionale, dei portatori di interessi collettivi e diffusi di entrambe le comunità. Nelle istanze, che a firma di Coordinamento e Circoli sono state indirizzate ad entrambe le Amministrazioni, si avanzata anche richiesta nell’individuare vie per maggiori controlli e monitoraggi specifici su realtà impattanti sul territorio. Su questi temi gli esponenti di Sel hanno pungolato le Amministrazioni affinché avviino procedimenti per ottenere specifici controlli e monitoraggi da parte dell’Arpa e degli enti coinvolti nel protocollo d’intesa Re.P.O.L. “Rete per la prevenzione oncologica leccese” già sottoscritto il 23 aprile del 2013 tra Provincia di Lecce, Asl Lecce, Arpa Puglia, Osservatorio Epidemiologico Regionale, Inail, Università del Salento, Cnr. Tra le attività del Repol, rientrano, da protocollo d’intesa, il monitoraggio di microinquinamenti specifici (soprattutto nelle aree soggette alle ricadute degli inquinanti emessi da impianti industriali di rilevante impatto ambientale); di microinquinanti nei terreni e nelle falde, delle fibre di amianto aerodisperse nelle aree a rischio, dei microinquinanti negli alimenti prodotti in loco, nonché di studi epidemiologici mirati all’individuazione dei fattori di rischio correlati alle principali neoplasie che colpiscono la popolazione salentina. In modo da inserire i dati in un “Dataset” funzionale alla pianificazione di interventi di difesa ambientale, di bonifica di siti “critici” e di tutela della salute pubblica. “Dato il prezzo altissimo che questo territorio sta pagando in termini di compromissione di beni pubblici a vantaggio dell’imprenditoria privata, date le ennesime emergenze ambientali, vaso di Pandora scoperchiato che sembra non avere fondo – conclude la nota -, l’innesco di questi processi di trasparenza e socializzazione con la popolazione delle scelte che si compiono, di controllo e monitoraggio sarebbe una prima doverosa risposta a quanto richiesto anche dai cittadini stessi tramite le recenti istanze promosse dal Comitato permanente per la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio, al fine di salvaguardare il territorio e la salute pubblica”.

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