Salento interculturale

Esperienze interculturali dei giovani universitari d'oggi, grazie al progetto Erasmus

Una terra crocevia di culture. Dalla Spagna fino al Salento per motivi di studio.E così si scopre che la terra salentina e quella catalana non sono poi così differenti. Ecco i racconti di alcuni studenti spagnoli in transito nel capo di Leuca.

Numerosi sono gli studenti universitari arrivati a Lecce in questi ultimi anni grazie al progetto Erasmus: un’iniziativa interculturale che permette loro di studiare e sostenere esami, oltre che nella propria, anche in altre sedi delle Università d’Europa. In transito nel capo di Leuca, incontriamo Miriam, studentessa di Barcellona, originaria di Sitges ( Terragona) insieme alla sua amica Cristina dell’Università di Madrid e ad altri loro connazionali, in visita nel Salento.Ci diamo appuntamento a Masseria Spigolizzi ( Salve). Il cognome di Miriam ( Torrente Sansò) si potrebbe confondere con quelli salentini, e ci offre l’opportunità per iniziare la nostra conversazione sulla comune storia dei secoli passati.Ha frequentato i corsi di Economia, superando ben dieci esami nell’università salentina, mentre Cristina ha completato gli studi in Sociologia. Dei 150 studenti arrivati a Lecce insieme a loro, ottanta provenivano dalla Spagna. A più voci spiegano le differenze tra il sistema universitario spagnolo e quello italiano. Le prove d’esame sono sempre soltanto scritte e l’appello è unico; diversa risulta perciò l’organizzazione della didattica e dello studio.Secondo i principi dell’autonomia catalana inoltre occorre sostenere gli esami in lingua originaria. “ Per noi catalani, non ci sono grandi aiuti economici-fa sapere Miriam- ma è senz’altro utile studiare in un altro paese. Meglio ancora se in Italia”. Si continua a parlare delle opportunità di formazione interculturale offerte dalle facoltà universitarie europee oggi. Anna Iborra Olba di 23 anni, già laureata in Legge, ha soggiornato per quattro mesi in Minnesota, sempre grazie all’Erasmus.” Un clima con meno 35 gradi d’inverno e più 25 d’estate-dice- ma una accogliente ospitalità americana che non mi aspettavo. Avere contatti con studenti di altri paesi ti arricchisce: nella mia residenza ero insieme a un cinese, un americano e un tedesco”. Chiedo quali siano le caratteristiche più interessanti dell’ambiente salentino e vengo a sapere che il nostro paesaggio somiglia a quello dell’isola di Minorca.” Le navetes sono come le vostre pajare” fa notare Ivan, studente in Economia ( Università Autonoma di Barcellona), con varie esperienze lavorative alle spalle. “ Anche le distese di uliveti e i caratteristici muretti a secco, ricordano quei posti. Gallipoli in particolare, con le sue case, i suoi colori, il porto, le mura, fa pensare alla Cittadella di Minorca. Ci sono però delle differenze-aggiungono Anna ed Ivan- poiché la tranquillità degli abitanti in quei luoghi è più controllata. Vengono evitati accuratamente gli affollamenti sulla spiaggia: quando c’è molta gente, viene impedito l’accesso alle calette. Ci sembra inoltre che qui ci siano più discoteche e una più intensa vita notturna e che le norme di sicurezza stradale non sempre siano osservate”. Concludiamo il nostro incontro interculturale all’insegna dell’arte, ammirando le statuette in bronzo di Apel les Fenosa, lo scultore catalano, originario della loro terra ( El Vendrell-Terragona), amico di Norman Mommens e Patience Gray, artisti che hanno vissuto per più di trent’anni dalle nostre parti. Le opere di Fenosa, collocate per noi sul tavolo intorno al quale siamo seduti, vengono esposte sul momento insieme ai voluminosi cataloghi delle sue mostre da Nick Gray e Maggie Armstrong, che ci hanno accolto nella loro masseria, nell’estremo lembo di finisterrae, dove fioriscono preziose opportunità per scambi di cultura e d’arte, per aprirsi ad un mondo che non ha confini.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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