Casarano. Borgo Terra sigillato

La Soprintendenza blocca un cantiere non previsto

Ad essere stato sequestrato non è l’intero cantiere, con il quale la società “Borgo Terra srl” intende realizzare un albergo diffuso nel cuore della città, ma un’area di circa 300 metri quadrati al cui interno è stato realizzato uno scavo non previsto nel progetto

Sigilli al cantiere di Borgo Terra. La clamorosa decisione è giunta venerdì scorso al termine di un’ispezione condotta dalla Soprintendenza per i Beni architettonici di Lecce, sollecitata da un esposto di un cittadino. Ad essere stato sequestrato non è l’intero cantiere, con il quale la società “Borgo Terra srl” intende realizzare un albergo diffuso nel cuore della parte antica della città, ma solo un’area estesa circa 300 metri quadrati al cui interno è stato realizzato uno scavo non previsto nel progetto originario. In fase esecutiva si stava dunque tentando di aumentare la volumetria del progetto già di per sé imponente. Ad attivare i controlli è stato un esposto che ha coinvolto anche la Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Puglia di Taranto, proprio in considerazione del fatto che il progetto viene a modificare un quartiere storico, anche se particolarmente degradato. Spetterà ora alla Procura della Repubblica di Lecce confermare o meno il provvedimento di sequestro disposto dalla locale polizia municipale. Le difficoltà per risanare Borgo Terra sono cominciate nel 2006 quando dapprima il Tar e poi il Consiglio di Stato ebbero ad interessarsi della questione in seguito ad un ricorso presentato da Luigi De Pascalis, proprietario di uno dei ruderi del rione abbandonato, che si riteneva danneggiato dalle decisioni assunte dallo Sportello Unico Comprensoriale nell’approvare il progetto. La decisione del giudice amministrativo di primo grado, favorevole al De Pascalis, venne poi ribaltata dall’organo superiore che diede di fatto il via libera al progetto già approvato dal Consiglio Comunale nel settembre del 2006. Il progetto, finanziato per 3,5 milioni di euro, prevede la realizzazione di una struttura ricettiva con 29 camere doppie, due singole e due minialloggi per un totale di 68 posti letto. Previste, inoltre, sale per la ristorazione ed una sala conferenza da 137 posti a sedere. Il tutto nel pieno rispetto dei valori storico-culturali esistenti, come avvalorato all’epoca dalla stessa Soprintendenza che oggi ne mette in dubbio invece la regolarità della fase esecutiva.

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