Il Tacco, “Bollenti spiriti” e l’Università Bocconi

Se la fantasia incontra la realtà e rifugge il potere

Tra i 90 “casi di studio” considerati esemplari da “Cosa Bolle in Pentola”, uno degli interventi di “Bollenti Spiriti”, il programma per le politiche giovanili della Regione Puglia, c’è il Tacco d’Italia. Che è stato oggetto di una tesi di laurea presso l’Università Bocconi, che ha analizzato l’innovativo sistema di gestione dei contenuti del portale www.iltaccoditalia.net. Tutto questo ci riempie d’orgoglio

“Cosa Bolle in Pentola” è la prima indagine di respiro regionale sull’universo giovanile in Puglia. La ricerca, realizzata dal dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli studi di Bari tra febbraio 2006 e febbraio 2007, è uno degli interventi di “Bollenti Spiriti”, il programma per le politiche giovanili della Regione Puglia. La ricerca è stata realizzata attraverso il lavoro di 25 ricercatori che hanno realizzato oltre 250 interviste in profondità, analizzato 90 esperienze come “casi” di studio scelti all’interno di oltre 400 censiti, condotto 17 focus group territoriali e tematici, realizzato una rilevazione sulle politiche giovanili delle amministrazioni locali. Tra i 90 “casi di studio” considerati esemplari in tutta la Puglia c’è il Tacco d’Italia. Questo ci ha riempito d’orgoglio, perché “oggetto di questa ricerca sono i giovani, ed in particolare coloro che in varia forma riescono a rendersi attivi all’interno della società, i giovani che riescono a diventare risorse per se stessi, per altri giovani e per la società nel suo insieme”. E’ evidente come già questa individuazione dell’area della ricerca abbia circoscritto considerevolmente il campo di analisi. Infatti delle 90 esperienze considerate casi da studiare (selezionate tra le 400 censite), solo 21 in tutta la Puglia riguardano le imprese e tra queste c’è il Tacco. Un bel regalo, per noi e per la nostra casa editrice che compie cinque anni. La ricerca ha fotografato una realtà in grande fermento con persone di eccezionali qualità, che faticosamente sono riuscite ad emergere in un contesto che non offre un particolare sostegno. I giovani che riescono a trovare le strade per la loro realizzazione (e noi, che non abbiamo raggiunto la boa dei 40 siamo paradossalmente considerati tali) sono coloro che hanno riconosciuto le loro aspirazioni, le hanno perseguite attraverso un progetto e che hanno saputo trovare le competenze per realizzarlo. In tutti i contesti analizzati è emerso prepotentemente il fondamento motivazionale, la passione con cui si è perseguito un determinato obiettivo, le competenze che sono state messe in campo. L’amore per la propria terra, la “scelta di restare o tornare”, è un elemento ricorrente. E le esperienze hanno successo quando i giovani riescono a “guardare” il territorio e le sue carenze, non solo come ostacolo ma come risorsa. Anche partendo dai problemi, da ciò che manca o “non c’è ancora”. Tutto questo sempre superando la dimensione locale. Lo sguardo dei giovani oggetto della ricerca è uno sguardo lungo, si misura con uno spazio dentro il quale si intrecciano virtuosamente la dimensione locale, nazionale e internazionale. Le esperienze riescono a svilupparsi quando costruiscono reti di connessione locali e globali. La compressione delle distanze, l’allungamento dello spazio di riferimento è peraltro una delle caratteristiche salienti delle attuali generazioni. E qui torniamo al Tacco: è stato oggetto di una tesi di laurea presso l’Università Bocconi, dove è stato analizzato l’innovativo sistema di gestione dei contenuti del nostro portale www.iltaccoditalia.net, il nostro essere parte della “blogosfera” e delle frontiere del web 2.0 e ancora una volta questo ci riempie d’orgoglio. Perché i riconoscimenti vengono, come spesso accade, da fuori e, come tutti i giovani che si attivano e che trovano nel territorio difficoltà ed ostacoli a causa di una difficile interazione con l’ambiente che li circonda e che spesso non riconosce e non facilita la realizzazione dei progetti, anche noi abbiamo incontrato indifferenza e disconoscimento, anche da parte di certa politica, che non ci ha trattato da “giovani” da incoraggiare, ma da fastidiosi e perniciosi ostacoli da neutralizzare. Ma i giovani vanno avanti, perché hanno dalla loro la capacità di sognare e, oggi, grandi competenze per applicare i sogni alla realtà e viceversa. E tutta la vita davanti.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!