Il caso Renata Fonte

Si esprime Terra del Fuoco

L'associazione culturale Terra del Fuoco Lecce si dichiara sconcertata per la decisione della città di Nardò di non riportare la locuzione vittima di mafia sul monumento per Renata Fonte

L’associazione culturale ed ente di promozione sociale “Terra del Fuoco – Lecce”, facente parte della rete nazionale di “Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”, da sempre impegnata sul fronte dell’antimafia sociale, vuole esprimere lo sconcerto di fronte alla decisone della Commissione Consigliare Bilancio della Città di Nardò, di escludere dalla targa del monumento dedicato a Renata Fonte, la locuzione “Vittima di mafia”. I motivi che hanno portato a prendere tale posizione, risultano a noi del tutto infondati e incomprensibili, o meglio, rasentano l’idea del ridicolo se non della mancanza di realismo storico e di rispetto nei confronti di un’ intera società civile. Renata Fonte, assessore di Nardò il giorno 31 marzo 1984 venne uccisadavanti al portone della sua casa dalla criminalità organizzata. Nessun cittadino si inorgoglisce e dovrebbe inorgoglirsi, di fronte all’esistenza nel proprio territorio, della criminalità organizzata. Nessuno lo attraversa con fierezza. Ma ripudiare una verità di fatto soltanto perché scomoda, è una tecnica ed una scelta scellerata e adagiata sul terreno di quella nemica di tutti i Paesi civili, come dovrebbe essere il nostro, l’omertà. La mafia ha insegnato a noi, suoi acerrimi nemici , che per scovarla, renderla inerme, sfibrarla e annientarla, il primo passo che bisogna compiere è quello di parlare. Alla magistratura e alle forze dell’ordine il ruolo punitivo, a noi il giudizio e il comportamento sano. Come spesso dice l’ex magistrato Gherardo Colombo, “alla criminalità organizzata dobbiamo contrapporre una comunità organizzata”. E ad una società che naturalmente decide di unirsi e fare fronte comune per sfinire definitivamente la mafia, non bastano i monumenti e le cerimonie sfarzose, ma serve appoggio, soprattutto quello della forze politiche che dovrebbero rappresentare lo specchio di una stanchezza e di una voglia palese di liberazione dal cappio della criminalità. Spesso la politica, dovendo convivere con il fare mafioso, ne viene fortemente danneggiata, e forse i danni sono tremendamente e tristemente visibili. Siamo convinti che l’argomento che sta animando la polemica di questi giorni, oltre che offensivo, abbia causato la dimenticanza di quello che dovrebbe essere il principale ruolo della “squadra” politica di Nardò, quella di ricordare e rendere baluardo del proprio agire, la figura di Renata Fonte, che ha fatto sì che la città godesse delle bellezze naturalistiche che le danno requisito di eccezionalità, che l’ingerenza di molti avrebbe con certezza cancellato. Dell’atto di proteggere la bellezza del suo Paese, ne è rimasta vittima indiscussa, ora tocca a tutti noi con gli atti del ricordo e dell’impegno, riscattarla. L’associazione “Terra del Fuoco-Lecce”

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