Flavia Prodi con Monaco

La religione humus di scuola e Costituzione

Educazione: scegliamo noi. I commenti su un dibattito promosso, di recente, da organizzazioni clericali

Sul tema illuminanti sono risultate le dichiarazioni della Flavia Ledy e dell'on Monaco(PD). Per la prima la scuola non sarebbe di tutti, veramente pubblica; essa è “privatizzata” da gruppi minoritari, non in sintonia con l'impostazione educativa delle famiglie, coprendone il falso pluralismo; la pretesa della scuola cattolica non sarebbe ideologica, ma protesa alla verità, alla conoscenza della realtà in tutti i suoi aspetti; dall'incontro con la verità nascerebbe il dialogo. Per l'on. Monaco sarebbe sufficiente riferirsi alla Costituzione che è il meglio della cultura cattolica; con la Costituzione la cultura diventa “automaticamente cattolica”. Con la signora in Prodi occorrerebbe approfondire il contenuto della Educazione e della Istruzione, si dovrebbe accertare il colpo di mano che “gruppi minoritari” compirebbero per snaturare il carattere della scuola pubblica e il raccordo inaggirabile con il ministero competente, che è un Fior Fioroni di cattolico. Se, ad autonomia conclamata, il territorio è in grado di autogestirsi – con la penuria di finanziamento pubblico, taglieggiato dal sostegno alle scuole private parallele – e non collima con le opzioni clericali della famiglia, questo compromette il carattere pubblico della scuola? Si può ignorare che la scuola è impregnata, anzi incapsulata nel messaggio religioso, astutamente radicato e favorito per forgiare una tradizione clericale come la tradizione unica del territorio da cui la scuola locale non deve prescindere? Quanto al parlamentare Monaco, non dovrebbe essergli permesso piegare o limitare, ad libitum, la valenza civica della Carta Fondante dello Stato repubblicano ad una sua ispirata “privatizzazione clericale”. Troppi clericali liberi. Giacomo Grippa Uaar Circolo Lecce

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