Chiesto il processo per Laforgia

I fatti risalgono a quando il rettore era presidente del Dipartimento di Ingegneria dell'innovazione

L’inchiesta lo vede indagato per concorso in truffa ai danni dello Stato con l’imprenditore Francesco Tarantino della “Molino del Salento”

Chiesto il processo per Domenico Laforgia, rettore dell’Università del Salento, nell’inchiesta che lo vede indagato per concorso in truffa ai danni dello Stato con l’imprenditore Francesco Tarantino, la moglie Giuseppina Lamuraglia e Felice Angelastri. L’istanza è stata depositata dal pm Imerio Tramis per l’inchiesta sui fondi chiesti da Tarantino per il pastificio di Maglie “Molino del Salento”. Per gli oltre 645mila euro erogati dal Programma operativo plurifondo (Pop) della Regione per la creazione di un prototipo che avrebbe dovuto controllare l’essiccazione delle lasagne. E per gli oltre due milioni di euro messi a disposizione dal Pacchetto integrato agevolazioni (Pia) del Programma operativo nazionale (Pon) che sarebbero serviti alla produzione di pasta arricchita con fibre. Secondo quanto raccolto durante le indagini, il Dipartimento di Ingegneria, all’epoca dei fatti diretto da Laforgia, avrebbe rilasciato fatture che on corrispondono a quelle contenute nella contabilità della “Molino del Salento”. In sintesi, il rettore è accusato di aver fatto ottenere il finanziamento Pop a Tarantino emettendo due fatture false (pari rispettivamente a 180 milioni di lire e 420 milioni di lire) su carta intesta del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, come costi sopportati per la creazione di un impianto di produzione. A firma di Laforgia sarebbe anche la liberatoria nella quale questi dichiarò (falsamente, secondo quanto sostiene l’accusa) il pagamento delle fatture. Dall’esame della documentazione del finanziamento Pop risulta anche la progettazione del prototipo affidata alla “Stim Engineering” di Bari, di cui era socio Laforgia, per 531mila euro. La Stim si sarebbe dovuta occupare anche dell’assistenza allo sviluppo, della realizzazione dei prototipi e di altro, ma la macchina arrivata in azienda non sarebbe stata che quella acquistata dalla Tecnoelettra con un precedente contributo ottenuto tramite 488. // Laforgia smentisce Abbiamo ricevuto una richiesta di rettifica, da parte della Stim Engineering Srl (della quale Domenico Laforgia è socio), per conto del suo avvocato Luca Laforgia, a proposito del coinvolgimento della stessa azienda nell'inchiesta sui fondi Pop che porta la firma di Imerio Tramis. Pubblichiamo integralmente la lettera dell'avvocato.

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